In occasione della proiezione de La grazia – qui la nostra recensione – come apertura di Venezia 82 vi avevamo riferito delle voci dal Lido che ci parlavano di uno dei film più “musicali” di Paolo Sorrentino, un regista che non ha mai fatto mistero di come la cura della colonna sonora fosse stata sempre una parte fondamentale del suo cinema. Allargando il concetto, si potrebbe dire che la cura della musica sia fondamentale per la sua creatività.
Può capitare, infatti, che, nei momenti della concezione del film, al regista napoletano venga in mente prima la musica e poi la scena da scrivere oppure, quando pensa ad un personaggio, gli può succedere di ragionare anche alla playlist che ascolta. Pensate che, ogni volta che scrive, per il nostro è fondamentale mettersi le cuffie e isolarsi dal mondo. Per sua stessa ammissione solo l’essere riuscito ad inserire Era già tutto previsto in Parthenope dopo anni di tentativi non riusciti, è stato per lui motivo di gran soddisfazione.

Una colonna sonora tra elettronica e classica… e Guè
Alla luce di tutto ciò non sorprende come anche per La grazia la colonna sonora abbia rappresentato una parte integrante del proprio corpus, tanto quanto tutti gli altri aspetti. Anzi, questa volta forse ha contato ancora un poco più del solito.
La costellazione musicale della pellicola oscilla tra la musica elettronica, dove troviamo ‘drops’ d’autore come 5 Minutes Of Acid di KI/KI – riproposta più volte – , Surf Rider de Il Est Vilaine o Dising di Carmen Villain, sfumata con delle note più classiche e richiamanti dei toni quasi sacrali come nel caso di Aurora di Ryuichi Sakamoto & Alva Noto. Quest’ultima canzone introduce i brani come Manifest e A sparrow Alighted upon our Shoulder del compositore islandese Jóhann Jóhannsson oppure sinfonie dal motivo più vivace come Con Moto di Hania Rani e Dobrawa Czocher.
Per La grazia nella fattispecie c’è sta anche la comparsa davanti e dietro la camera di Guè, incontrato da Sorrentino in occasione di una delle presentazioni di mezzanotte di Parthenope a Milano. Il regista napoletano racconta di essersi preparato a dovere per il tête-à-tête avendo studiato e apprezzato a fondo la musica del rapper milanese. La presenza de Le bimbe piangono – canzone contenuta in Vero, l’album di Guè del 2015 -, in cui Sorrentino viene citato espressamente, si deve a questo colpo di fulmine e alla necessità di trovare un gancio per fare alleggerire “Cemento Armato” Mariano De Santis.
Il “favore” è stato poi ricambiato dal cineasta napoletano, che si è prestato ad intervistare il rapper milanese in occasione del suo ultimo album Tropico del Capricorno, di cui Sorrentino si è detto semplicemente ossessionato, nonostante i limiti generazionali che non gli permettono di cogliere appieno i testi di Guè.

I brani de La Grazia
- Le bimbe piangono – Guè Pequeno, usata in una sequenza con protagonista Toni Servillo, e legata narrativamente alla scena del presidente che la canta.
- Surf Rider – Il Est Vilaine, traccia elettronica ricorrente nella colonna sonora.
- 5 Mins Of Acid – KI/KI, utilizzata in una scena di danza o forte ritmo visivo.
- Aurora – Alva Noto & Ryuichi Sakamoto, presente in playlist associate al film.
- Disig – artista citato in liste playlist online legate al film (probabilmente comparso nella colonna sonora nelle scene di atmosfera).
- A Sparrow Alighted Upon Our Shoulder – Jóhann Jóhannsson, in continuità con la dimensione elegiaca del film.
- Con Moto – Hania Rani & Dobrawa Czocher, episodio di classica contemporanea dal moto più luminoso e dinamico.
- Delta – di Max Casacci / Earthphonia (citato come scelta musicale legata alla colonna sonora via dichiarazioni pubbliche e post social).