Intervistato dal Venerdì di Repubblica, Paolo Sorrentino ha speso belle parole su Tropico del Capricorno, il nuovo album di Gué in uscita domani, venerdì 10 gennaio. Lo riporta RS Italia, che evidenzia come il lavoro del rapper sia diventato per lui un’ossessione. Sorrentino e Gué si conoscono da tempo: hanno presentato assieme Parthenope a Milano, e il loro legame si riflette in un’ammirazione reciproca.
Gué ha definito l’ultima prova del regista partenopeo “un film sul tempo e sul destino”, mentre Sorrentino descrive Tropico del Capricorno come un’opera piena di ironia e sentimento. Dietro la facciata iconica di armi, champagne, droga, donne, orologi di lusso e auto costose, spiega il regista, si celano i due elementi fondamentali della vita: ironia e sentimento. “E questo è tutto quel che conta”.
L’album è per Sorrentino un continuo punto di riferimento. Due esempi lo colpiscono particolarmente: il sentimento in “Si parlerà di noi a testa alta / Ancora vivi / Con in braccio i nostri figli” e l’ironia di “Però soffro perché sputi nel piatto dove hai pippato”.
Per Sorrentino Gué possiede una “grazia sgraziata” con la quale mescola cultura e autoironia, un portato che forse deriva anche dagli anni di studio alla facoltà di Lettere, poi abbandonati (“perché il sesso e la strada gli sono sembrate, a 20 anni, cose un attimo più stimolanti di Leopardi e le siepi”). Secondo il regista, però, qualcosa di quel passato rimane nei suoi testi, che definisce “pieni di citazioni, metafore e un ritmo perfetto”. Gué, continua il regista, “Dice quel che vuole, canta ciò che sente. Molti lo amano, molti lo odiano, ma lui è tranquillo: sa di essere un uomo buono”.
Su SA la recensione di Parthenope è di Davide Cantire, la presentazione di Tropico del Capricorno di Diego Muleri.
