In occasione dell’uscita di Prega per me, secondo lavoro dei Todo Modo, e della data di inizio tour al Covo di Bologna di venerdì 7 aprile, Afternoon Tunes Radio Città Fujiko, in collaborazione con SA, ha intervistato Paolo Saporiti.
L’audiointervista che segue tocca diversi punti relativi alla scrittura del cantautore milanese, a partire dalla traccia di apertura di Prega per me, che può essere considerata l’incipit dell’album. A tal proposito Paolo conferma: «La Fine del mondo, canzone che apre Prega per me, poteva essere il titolo dell’album. Parlando con il gruppo abbiamo preferito portare l’attenzione su un altro aspetto di Prega per me, anche per non cavalcare un cavallo che è già montato da molte persone. La Fine del Mondo nasce dal problema dell’immigrazione, della situazione politica a mio avviso pesante, dai terremoti che hanno colpito il nostro paese, ma soprattutto dagli attentati che sono un elemento portante di tutto il disco».
L’uomo descritto nei testi di Prega per me non ne esce molto bene, tuttavia Paolo pensa che ci sia margine perchè le cose cambino nella coscienza delle persone: «Presento una realtà che mi lascia perplesso, mi pongo delle domande facendo in modo che tali domande vengano trasmesse anche all’ascoltatore, cercando di tradurre lo stato d’animo in cui mi trovo. Ciò che mi interessa di più è destabilizzare, perchè ho la sensazione che in Italia siamo tutti un po’ troppo seduti».
Prega per me, la canzone che dà il nome all’album, dipinge la religione quasi come un partito politico, anche se il songwriter milanese offre uno spunto di riflessione tra l’avere fede e la religione stessa. Musicalmente Paolo si riconosce nell’influenza che ha avuto Jeff Buckley nel suo stile di cantare. Il mix tra noise rock e cantautorato che caratterizza anche il prmo album Todo Modo nasce dal tentativo di esplorare territori un po’ più scomodi e di tradurre le domande che pone nei testi in termini sonori: «Ho incontrato le persone giuste, Xabier (Iriondo) lavora su queste sonorità e Giorgio (Prette) sulla potenza e un certo tipo di batterismo».
L’intervista si conclude concentrandosi sull’aspetto visivo della copertina e sul giocatore di golf misterioso.