Jennifer Finch, storica bassista e pilastro fondatore delle L7, sta combattendo la sua battaglia più dura contro una forma aggressiva di tumore al cervello. L’annuncio è arrivato direttamente dalle compagne di band, a pochissima distanza dall’annuncio del loro tour di addio, The Last Hurrah Tour, in partenza il prossimo 6 ottobre da San Diego.
Una notizia che scuote tutto il movimento riot grrrl, perché Finch di certo non potrà salire sul palco, anche se è stata lei stessa a pretendere che la band non cancellasse le date e proseguisse ugualmente senza di lei.
La diagnosi medica, poi le complicazioni
Stando a quanto comunicato dai rappresentanti di Finch e dalla famiglia, la diagnosi iniziale aveva lasciato sperare che un ciclo completo di radioterapia potesse bastare a rimettere le cose a posto e a restituire a Jennifer una vita quotidiana normale. Eppure, delle complicazioni impreviste e brutali hanno richiesto molteplici interventi chirurgici d’urgenza, facendo sì che il quadro clinico precipitasse rapidamente e lasciando la musicista con pesanti limitazioni fisiche.
Oggi la bassista cinquantanovenne ha bisogno di un’assistenza medica specializzata h24, un livello di cure che famiglia e amici non riescono più a garantire autonomamente. Per questo motivo è stata aperta una campagna di raccolta fondi su GoFundMe, che servirà a coprire le massicce spese mediche, oltre alla riabilitazione, l’assistenza infermieristica e le spese legali. La raccolta contribuirà anche a proteggere la sua eredità artistica, finanziando la creazione di un archivio storico del lavoro di Finch e completando un importante progetto creativo che era in cantiere per il prossimo anno.
Solidarietà dal mondo della musica
La frontwoman delle L7, Donita Sparks, ha parlato a nome di tutta la band:
Siamo devastate dalla notizia e stringiamo Jennifer in un abbraccio pieno di amore, proteggendo la sua privacy e la sua dignità, mentre aiutiamo a raccogliere le risorse di cui ha urgentemente bisogno per curarsi. Jennifer è la nostra famiglia, vogliamo che senta tutta la forza della comunità che l’ha amata e sostenuta per così tanti anni.
Immediata la reazione dei colleghi, soprattutto dalla scena alternative degli anni Novanta. Da Courtney Love, che ha espresso tutto il suo dolore e la sua vicinanza con un post sui social e ha definito Jennifer un punto di riferimento insostituibile, a Michael Stipe dei R.E.M., che ha lanciato un appello sulla piattaforma Bluesky:
Il punk rock e la musica alternativa non sarebbero ciò che sono o dove sono oggi senza Jennifer Finch. Le mandiamo tutta la nostra energia positiva. Per favore, se potete, ogni contributo è d’aiuto.
Una colonna del rock degli anni Novanta
Jennifer Finch è entrata nel mito del rock alternative grazie alla sua militanza nelle L7, band formata nel 1985, e ha firmato pietre miliari del grunge al femminile, come Bricks Are Heavy. Dopo aver lasciato la band nel ’96, Finch era tornata in formazione per la reunion del 2015 con la line-up classica (Sparks, Gardner, Plakas), partecipando poi alla pubblicazione dell’ultimo album in studio, Scatter the Rats, uscito nel 2019.
Su queste pagine potete recuperare anche l’intervista alle L7 a cura di Tommaso Iannini, realizzata nel 2018.