«La band ha generato un’energia tale che potevi tagliarla con il coltello». Jimmy Page ricorda, con rinnovata ammirazione e rispetto, i Rage Against The Machine.
In un post pubblicato sul profilo Instagram personale nell’anniversario del concerto che la band ha tenuto a Finsbury Park 14 anni prima, il chitarrista, che era presente tra il pubblico, ripercorre inoltre le motivazioni che l’aveva spinta a regalare ai fan una performance così speciale.
«Il concerto – racconta l’ex Led Zeppelin – era anche un ringraziamento. Alcuni fan inglesi erano riusciti tramite il passaparola Facebook a mandare il brano Killing In The Name al primo posto della classifica singoli del loro Paese nel periodo di natale e questo per non farci entrare la canzone che sicuramente avrebbe occupato quella posizione in quel periodo».
Tra i commenti al post anche quello di Tom Morello che ha a sua volta ringraziato il chitarrista («è stato fantastico vederti a lato del palco»).
La campagna social di Killing In The Name
Tramite il passaparola, un gruppo di utenti di un allora piuttosto giovane Facebook è riuscito nell’impresa di far schizzare Killing In The Name, uno dei singoli più noti dei Rage Against The Machine, al primo posto della classifica singoli britannica proprio nella settimana più monitorata dell’anno.
Le motivazioni dietro la campagna, che è stata in grado di spronare all’acquisto per il download 500.000 copie del brano, erano legate alla frustrazione di veder puntualmente balzare al primo posto della chart del loro Paese il vincitore del popolare talent show di quell’anno. A natale 2009 avrebbe infatti dovuto entrarci Joe McElderry con The Climb, al suo posto la spuntò l’iconica canzone del gruppo che per coincidenza incideva per la medesima major, Sony.