Dopo averne svelato le anteprime ed alcuni protagonisti, Jazz Is Dead svela il programma completo della settima edizione.
Il cartellone è stato anticipato da Suzanne Ciani, protagonista delle anteprime del 6 (Torino, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema) e 8 aprile (Milano, all’interno della rassegna Inner_Spaces realizzata dalla Fondazione Culturale San Fedele), e da John Zorn con il New Masada Quartet, anteprima del 28 aprile ed evento in sinergia con Torino Jazz Festival programmato sul palco dell’Auditorium Giovanni Agnelli, presso il Lingotto.
Jazz Is Dead Fesrtival vero e proprio si svolge al Bunker di Torino dal 24 al 26 maggio. In line up, come noto, William Basinski e il progetto RuinsZu ai quali si aggiungono Godflesh, Daniela Pes, Gianluca Petrella e molti altri per un flusso musicale immaginato per macro generi. La giornata del venerdì è stata pensata per gli amanti del suono minimale, sperimentale e ricercato, il sabato si apre alle contaminazioni internazionali e alle sonorità calde, la domenica parte dal jazz per esplodere nella potenza del suono più estremo.
Per il dettaglio vi rimandiamo alla pagina dedicata al festival.
La settima edizione, sette, il numero perfetto, la ricerca della perfezione in un festival che ormai non ha più forma e genere, che cresce, sempre di più, mostruoso, vivo, unico, un corvo bianco. Spazi e tempi dilatati si accostano a ritmi percussivi e riff infernali, algidi suoni di sintesi si alternano ad antiche tradizioni millenarie di terre lontane. Rumori e silenzi ci accompagnano in un amalgama di suoni, voci, strumenti, melodie. Descrivere la settima edizione di Jazz is Dead! è dunque impossibile, sappiamo solo che abbiamo fatto del nostro meglio, per rendere il festival… perfetto! Ascolteremo gli echi di Moritz Von Oswald, le registrazioni di William Basinski, le voci e le terre di Massimo Silverio e Daniela Pes. Dave Okumu, Cindy Pooch, Aunty Rayzor, Le Cri Du Caire ci racconteranno la loro Africa, rivista e riletta, rieditata, ri-immaginata, sognata, urlata e rappata. Incroceremo gli sguardi tra Marta Salogni e Valentina Magaletti, tra Rob Mazurek e Gabriele Mitelli. E poi ci ritroveremo faccia a faccia con la storia, quella di Suzanne Ciani e di John Zorn. Voleremo nello spazio con Gianluca Petrella e verremo travolti dal rumore: I Hate My Village, Nu Jazz, RuinsZu, Orchestra Pietra Tonale … i Godflesh! E infine balleremo, fino al mattino, il live set di 3phaz, il post tutto di Optimo Espacio, lo shake Dj Haram, i ritmi sinuosi di Lena Willikens, la cassa e il basso di Dj Storm, i nostri Cobra e Skip. A voi il giudizio, sarà questo un festival perfetto?
Alessandro Gambo, direttore artistico

Biglietti
La settima edizione porta con sé una novità. Per consentire la creazione di due palchi e una fruizione migliore di tutti i contenuti, dopo sei anni di gratuità, l’ingresso ai tre giorni del festival richiede un contributo di 10 euro a giornata.
Jazz Is Dead resta inclusivo e attraversabile e perciò sperimenta una formula senza precedenti: chi ritenesse di non poter sostenere la spesa intera, potrà prenotare un posto agevolato al costo popolare di 5 euro. Non verranno verificate motivazioni o requisiti, ma data totale fiducia al pubblico, vera comunità culturale e politica del festival. I biglietti per assistere alle anteprime e all’epilogo del festival sono reperibili sugli appositi circuiti dei luoghi ospitanti. Tutte le possibilità di prenotazione sono raccolte su jazzisdeadfestival.it.