Jack White ha condiviso un post su Instagram in cui critica la crescente abitudine dei fan di elogiare concerti sempre più lunghi e la convinzione che la qualità di uno spettacolo dal vivo dipenda dalla sua durata. L’ex mente dei White Stripes si dice consapevole di come molti spettatori si vantano di aver assistito a performance che durano 3 ore o più, giustificando anche il costo elevato dei biglietti con la speranza di un concerto che rispecchi tale durata.
Tuttavia, White rimane fermo nelle sue convinzioni: “Faccio subito sapere ai miei fan che non ho alcuna intenzione di impressionarli in questo senso”, scrive. L’artista cita esempi storici come i Beatles e i Ramones, che avevano set di circa 30 minuti, e afferma che, se potesse, preferirebbe anche lui limitarsi a esibirsi per una mezz’ora, proprio in questa fase della sua carriera.
Secondo White, non è necessario ricorrere a tecnologie spettacolari come luci al laser, schermi giganteschi o cannoni spara-magliette per creare uno spettacolo memorabile. “Anche solo uno show di 45 minuti, con la giusta voglia di ispirare e stimolare il pubblico, può lasciare il segno”. L’artista ribadisce che la sua visione del rock è lontana dall’idea di uno show spettacolare in stile Las Vegas o da un film Marvel: “Si tratta di rock and roll, di un organismo vivo e vegeto”.
Non è la prima volta che Jack White usa i suoi canali social per esprimere opinioni su temi di attualità: pochi mesi fa, l’artista aveva criticato duramente la rielezione di Donald Trump, definendo il presidente un “fascista” e un “dittatore” in un post che aveva suscitato molte reazioni.
Attualmente, il rocker è impegnato nel tour internazionale No Name, che si estende da luglio 2024 a maggio 2025. Le sue recenti performance includono scalette composte da 20 a 25 brani, spaziando tra le canzoni dei White Stripes, dei Raconteurs e dal suo nuovo album solista No Name, recensito da Tony D’Onghia.