Jack White
Jack White, foto di David James Swanson (2024)

Jack White contro i concerti lunghi: “Il r’n’r è un organismo vivo, non un film della Marvel”

Il musicista si discosta dagli spettacoli iper-performativi e inutilmente dilatati, dichiarando la sua preferenza per show più brevi ma incisivi

Jack White ha condiviso un post su Instagram in cui critica la crescente abitudine dei fan di elogiare concerti sempre più lunghi e la convinzione che la qualità di uno spettacolo dal vivo dipenda dalla sua durata. L’ex mente dei White Stripes si dice consapevole di come molti spettatori si vantano di aver assistito a performance che durano 3 ore o più, giustificando anche il costo elevato dei biglietti con la speranza di un concerto che rispecchi tale durata.

Tuttavia, White rimane fermo nelle sue convinzioni: “Faccio subito sapere ai miei fan che non ho alcuna intenzione di impressionarli in questo senso”, scrive. L’artista cita esempi storici come i Beatles e i Ramones, che avevano set di circa 30 minuti, e afferma che, se potesse, preferirebbe anche lui limitarsi a esibirsi per una mezz’ora, proprio in questa fase della sua carriera.

Secondo White, non è necessario ricorrere a tecnologie spettacolari come luci al laser, schermi giganteschi o cannoni spara-magliette per creare uno spettacolo memorabile. “Anche solo uno show di 45 minuti, con la giusta voglia di ispirare e stimolare il pubblico, può lasciare il segno”. L’artista ribadisce che la sua visione del rock è lontana dall’idea di uno show spettacolare in stile Las Vegas o da un film Marvel: “Si tratta di rock and roll, di un organismo vivo e vegeto”.

 

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Non è la prima volta che Jack White usa i suoi canali social per esprimere opinioni su temi di attualità: pochi mesi fa, l’artista aveva criticato duramente la rielezione di Donald Trump, definendo il presidente un “fascista” e un “dittatore” in un post che aveva suscitato molte reazioni.

Attualmente, il rocker è impegnato nel tour internazionale No Name, che si estende da luglio 2024 a maggio 2025. Le sue recenti performance includono scalette composte da 20 a 25 brani, spaziando tra le canzoni dei White Stripes, dei Raconteurs e dal suo nuovo album solista No Name, recensito da Tony D’Onghia.

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