Alessandro Gassmann
Alessandro Gassmann, still da “Il mio nome è vendetta”

Il film italiano che sta sbancando su Netflix a livello globale

“Il mio nome è vendetta” è entrato nella top 10 dei film più visti di sempre non in lingua inglese

Con i suoi 67 milioni di ore di visone, Il mio nome è vendetta di Cosimo Gomez e con protagonista Alessandro Gassman è entrato nella classifica dei film più visti di sempre su Netflix. Dopo quattro settimane, la pellicola si è piazzata al decimo posto (su dieci), siglando il miglior risultato mai ottenuto da un lungometraggio italiano tra quelli non in lingua inglese.

Dai trend di visione era chiaro fin dalla prima settimana di programmazione che il film stesse registrando numeri superiori alla media, non soltanto italiana. Novantuno i paesi raggiunti praticamente subito, compresi Giappone e Corea del Sud. E questo complice un genere, il cinema di vendetta, che sta riscuotendo parecchio successo, tanto da far avanzare Il mio nome è vendetta nella classifica dell’audience anche rispetto a titoli in lingua inglese ben più noti e spendibili.

La ricetta è sempre la stessa: la vita di un uomo dal passato turbolento (magari un ex sicario della ‘ndrangheta, come in questo caso) viene scombussolata dall’omicidio di un parente. Santo, questo il nome del personaggio interpretato da Gassman, vive tranquillamente in Trentino con la sua famiglia quando viene scovato da nemici del passato: questi sterminano parte della sua famiglia (la moglie e il cognato), così lui fugge a Milano con sua figlia (interpretata da Ginevra Francesconi), dove organizza con lei la sua vendetta.

Il film, scritto da Sandrone Dazieri e con Fabio Guaglione (già autore del film Mine nel 2016), Franco Fraternale e lo stesso regista Cosimo Gomez, è nato fin da subito con un obiettivo ben preciso: diventare il revenge movie italiano. È così chiaro nelle sue intenzioni da essere piuttosto formulaico, inserendo tipiche scene come quelle dell’inseguimento in auto, per intenderci quelle che si vedono spesso nei thriller d’azione americana. Il tutto immerso in atmosfere cupe come quelle delle periferie, che tanto piacciono alle storie di mafia nostrane.

Eppure, Io sono vendetta soddisfa pienamente l’algoritmo di Netflix. Buon per Cosimo Gomez, che è “solamente” alla terza prova da regista dopo Brutti e cattivi Io e Spotty.

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