Queens Of The Stone Age agli I-days Milano 2024
Queens Of The Stone Age agli I-days Milano 2024

Il carisma dei Queens of the Stone Age conquista gli I-Days Milano. Scaletta e video

I timori di una cancellazione last minute, Josh Homme non al 100% ma il concerto è un successo

The End Is Nero, il tour dei Queens of the Stone Age passa anche dall’Italia per quelle che avrebbero dovuto essere tre date, una di seguito all’altra. All’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 4 luglio, va alla grande nonostante qualche segno di sofferenza da parte di Josh Homme, l’appuntamento all’AMA Festival salta per non precisati problemi di salute. Il pubblico dell’I-Days, il 6 luglio, trema fino all’ultimo con i social della band a confermarne la presenza giusto qualche ora prima tra sciami di gente indignata nei commenti.

See you soon scrivono nel post, aggiungendo l’orario: 21:30. L’allestimento è minimale, le luci in diagonale s’accendono sulle note di Little Sister, il classico di repertorio estratto da Lullabies to Paralyze scelto come brano apripista del tour. Sarà l’unico estratto dal disco a cui viene preferito Songs for the Deaf dal quale non possono mancare No One Knows, Go With The Flow, A Song for the Dead e You Think I Ain’t Worth a Dollar, but I Feel Like a Millionaire, in pratica i brani più noti e tuttora ascoltati del gruppo sulle piattaforme di streaming, e questo coerentemente con quanto dichiarato lo scorso anno, “sarebbe da stronzi non suonarle”, rappresentano un patto di sangue con i fan.

Classici a parte, In Times New Roman…recensito su queste pagine da Valerio di Marco – è l’album di supporto, disco uscito in un momento turbolento nella vita del frontman che ha ammesso di essere stato operato per un tumore ed è tuttora alle prese con questioni legali per la custodia dei figli: una brutta storia segnata dalla richiesta di ordini restrittivi e accuse reciproche di abusi con l’ex moglie.

Il disco è di fatto uno specchio di ciò che il frontman ha dovuto affrontare in questi anni con brani come Smooth Sailing e Paper Machete a parlare rispettivamente di salute (ritrovata) e dell’ex moglie Brody Dalle. E quest’ultima canzone non poteva non esserci in scaletta assieme agli altri singoli, Emotion Sickness e Carnavoyeur, e al brano Time & Place.

Rispetto a Roma le canzoni eseguite sono 15, due in meno, tutte di fila e senza bis. La scaletta ne prevedeva uno in più eppure la dichiarazione d’intenti “We shall drink, we shall dance, and we shall have a good fucking time”, è stata rispettata. Un’ora e un quarto di tagliente r’n’r con il frontman a ritirarsi visibilmente affaticato e la band – il bassista Michael Shuman, il chitarrista Troy Van Leeuwen, il tastierista (e non solo) Dean Fertita e il batterista Jon Theodore – a compensarne afficacemente ogni incertezza e sbavatura.

Scaletta (via setlist)

  • Little Sister
  • Smooth Sailing
  • My God Is the Sun
  • The Evil Has Landed
  • Paper Machete
  • Emotion Sickness
  • I Sat by the Ocean
  • Time & Place
  • Go with the Flow
  • The Lost Art of Keeping a Secret
  • Carnavoyeur
  • Make It Wit Chu
  • You Think I Ain’t Worth a Dollar, but I Feel Like a Millionaire
  • No One Knows
  • Song for the Dead

Tracklist

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