La guerra dello streaming. Apple investe ma Spotify cresce di più

Negli ultimi sei mesi Spotify ha fatto registrare il doppio di nuovi abbonati rispetto al principale competitor, Apple Music, che nonostante gli ingenti investimenti non è riuscito a ridurre il gap di svantaggio.

Da quando Apple Music, servizio di streaming musicale sviluppato dalla Casa di Cupertino, il 30 giugno 2015 ha fatto il suo ingresso nel mercato delle piattaforme musicali, è scoppiata una “guerra” fatta di numeri con i principali concorrenti, su tutti Spotify. Per ridurre lo svantaggio con il principale competitor, nato ben sette anni prima, Apple ha fin da subito scelto la strada delle esclusive (pagate milioni). Tuttavia, come riferisce il magazine Consequence Of Sound, questa strategia avrebbe avuto, ad oggi, uno scarso impatto. Se Spotify, come affermato dal suo fondatore Daniel Ek attraverso il profilo Twitter mercoledì, ha raggiunto il traguardo dei quaranta milioni di abbonati a pagamento, crescendo negli ultimi mesi di 10 milioni di nuovi utenti, Apple Music (17 milioni di iscritti circa) nello stesso lasso di tempo di nuovi iscritti ne ha contati “solo” 4 milioni in più, segno che l’arma dell’esclusiva non paga a sufficienza.

Versa in acque ancora peggiori Tidal, servizio di streaming del rapper Jay-Z, che se a maggio 2016 contava appena 4 milioni di utenti, ha fatto comunque registrare 28 milioni di debiti.

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