Graham Coxon
Graham Coxon, Blur, Lucca Summer Festival, Luglio 2023, Foto di Alice Blandini

Graham Coxon ricorda le session di “13” con William Orbit: “Un genio folle”

Il chitarrista dei Blur ha svelato alcuni aneddoti del disco che cambiò il percorso della band

A pochissimi giorni dalla notizia della scomparsa di William Orbit, il chitarrista dei Blur Graham Coxon ha voluto omaggiare il leggendario produttore britannico in una toccante intervista concessa a Rolling Stone. Nel farlo, Coxon ha riportato a galla ricordi legati alle affascinanti sessioni di registrazioni di 13, il sesto, spigoloso album della band pubblicato nel 1999 e contenente i successi di Tender e Coffee & TV, che sancì definitivamente l’inizio di un nuovo percorso artistico più sperimentale e al di fuori del Britpop.

I Blur affascinati dal produttore

Per le registrazioni del disco i Blur scelsero Orbit dopo essere rimasti folgorati dal suo remix da otto minuti di Movin’ On. Erano i mesi in cui il produttore era tra i più cercati a livello globale, reduce dal mix di elettronica, trip hop, ambient e techno di Ray of Light, album che segnò una profonda svolta nella carriera di Madonna.

“Mi è piaciuto subito William”, racconta Coxon senza giri di parole. “Ho percepito in lui una sorta di perversione musicale e ho pensato: “Sarà interessante”. Abbiamo capito subito che sarebbe stata anarchia totale: pensavamo fosse un genio con una punta di follia, ma in fondo è proprio questo che fa il genio”.

Quell’incursione di Madonna in studio…

Esperimenti e incursioni surreali, come quella volta in cui nei live room di Londra, Damon Albarn e soci si videro piombare in sala di controllo la signora Ciccone. “Ero in sala di ripresa a giocherellare con delle chitarre assurde”, ricorda il chitarrista. “Ho guardato verso la sala di controllo e c’era Madonna in piedi. Ho pensato “Oh merda. Resto qui o trovo il coraggio di andare a salutare?”. Alla fine siamo andati tutti a dirle ciao”.

Durante quelle sessioni, la band si ritrova a improvvisare su un lungo beat elettronico ipnotico confezionato da Orbit, ma decide tuttavia di non svilupparlo. Errore. Qualche mese dopo, lo stesso loop diventa parte di Beautiful Stranger – brano portante della colonna sonora di Austin Powers – La spia che ci provava. Una hit che scalò le classifiche e valse nientedimeno che un Grammy Award alla popstar.

I messaggi di cordoglio dei colleghi

Orbit è stato un ponte che ha unito alternative-rock e sperimentazione pop a cavallo tra i due millenni. Il suo talento è stato celebrato nei giorni passati da tantissimi colleghi. Da Melanie C, che con lui aveva lavorato al debutto solista Northern Star (“È stato un onore lavorare con questo grande uomo. Mando tutto il mio affetto”), alla stessa Madonna, che ha voluto ricordare soprattutto i tempi di Ray of Light: “Mi mancano quei giorni. Sono stata fortunata ad averti conosciuto e ad essermi lasciata trascinare con te in quel viaggio incredibile”. Orbit avrebbe poi lavorato nuovamente con la popstar per MusicMDNA.

Per Graham Coxon atteso un tour solista

Nel frattempo Coxon è attualmente impegnato con il progetto The Waeve assieme a Rose Elinor Dougall (con cui a breve pubblicherà il terzo album) ed è atteso per un tour solista nel Regno Unito entro fine dell’anno. Un tour che si preannuncia nostalgico, dato che il chitarrista ha accennato alla possibilità di omaggiare Orbit sul palco: “Chissà, potremmo anche suonare una canzone dei Blur legata a lui”.

Tracklist

Ti potrebbe interessare