Simon Joyner
Simon Joyner, Gloam Sessions (2025)

Gloam Session. Nel crepuscolo di Simon Joyner

Il cantautore di Omaha protagonista dell’undicesimo episodio del format ideato da Stand Alone Complex

Gloam Session è un format di live session musicali prodotto dal collettivo Stand Alone Complex, nato da un’idea video di Antonio Stea. È la registrazione audiovisiva di una performance live all’interno della natura, al crepuscolo, quando il sole è appena calato e appaiono gli ultimi colori imprevedibili del cielo. In quel momento di rapido cambiamento, l’uomo si trasforma in ombra e lo spirito dell’artista si fa ben visibile a occhio nudo.

Filmiamo musicisti differenti per ogni episodio, che si esibiscono con strumenti acustici o con strumenti a batteria, senza amplificazione. Il paesaggio sonoro diventa minimale e dettagliato, ogni passo ha il suo peso e le sagome umane sono confinate tra l’inizio del buio e il verso di animali notturni. L’audio, in presa diretta, è registrato da Gianvito Novielli.

Servendoci esclusivamente della luce del cielo, senza luce artificiale, sarà la natura l’unica scenografia in cui si muovono gli stati d’animo degli artisti e del regista. Sarà la durata del crepuscolo (15/20 min.) a dettare l’inizio e la fine delle riprese. Sarà la luce a dirigere le emozioni in maniera incontrollabile. Catturiamo così un momento irripetibile, ogni volta diverso, con le sue naturali imperfezioni.

Ospite dell’undicesimo episodio, in esclusiva per SA, è Simon Joyner, uno dei cantautori americani più emozionanti e ricercati degli ultimi trent’anni.

Songwriter di Omaha, Nebraska, ha esordito negli anni Novanta all’insegna di un cantautorato folk a bassa fedeltà e di una scrittura sempre pungente che ricorda Bill Callahan e Will Oldham, diventando una delle grandi influenze della scena sviluppatasi poi intorno ai Bright Eyes. Nel 1994, il celebre dj inglese John Peel mandò in onda per intero il suo album Cowardly Traveller Pays His Toll, come prima di allora era successo solo con Desire di Bob Dylan.

Simon Joyner ha eseguito per Gloam Session, nell’ordine, due dei suoi classici: Prometheus, tratto da Heaven’s Gate (Team Love Records, 1995) e Fearful Man, tratto da Beautiful Losers, compilation di singoli e rarità pubblicata da Jagjaguwar nel 2006.

Vorrei solo ricordare come la mia chitarra si fosse rotta e Luigi (patron di Almost Halloween Time Records) l’abbia riportata di corsa dal negozio del liutaio, lungo tortuose strade sterrate, per arrivare alla sessione proprio mentre il sole tramontava! Faceva così freddo che temevo che le mie dita non avrebbero funzionato durante le riprese, perché non riuscivo a sentirle mentre suonavo. Ma la bellezza incomparabile del paesaggio al tramonto era così suggestiva che finalmente avevo capito perché esiste la Gloam Session! È stato come ascoltare le mie canzoni per la prima volta, suonarle al tramonto in questo bellissimo campo
Simon Joyner, a proposito della sua Gloam Session

Tracklist

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