Sono anni che Lias Saoudi dei Fat White Family ce l’ha con gli IDLES, in particolare con Joe Talbot. Quattro anni fa aveva motivato le sue ragioni in una lunga lettera, punto di vista ribadito anche di recente in un’intervista.
La nuova occasione di scontro e scherno da parte del frontman è arrivata a Glastonbury, festival che vedeva entrambe le band in cartellone seppur in giorni differenti, segnala NME. Dal Woodsies stage, nella giornata del 29 giugno, in una provocatoria mise a petto nudo e fuseaux color carne, Saoudi ha sia replicato al coro anti monarchico intonato da Talbot il giorno precedente (al suo “Fuck the King!” ha risposto con un “God save the King! Fuck off”) e, più esplicitamente, introdotto un loro brano tirandolo in ballo.
“Questo pezzo parla del mio zelo femminista, s’intitola ‘I Am Joe Talbot’”, ha affermato prima dell’attacco del singolo del 2014 I Am Mark E Smith.
FAT WHITE FAMILY
また変なバンド見に来ちゃった。
サイコーなサイコ pic.twitter.com/uoakqHIsaS— d(asa) (@mosh_mushroom) June 29, 2024
Per Lias Saoudi, Talbot e la sua band non fanno altro che propagandare una cultura woke fatta di di chitarre taglienti, accento working class d’ordinanza (mutuato dalla classe lavoratrice) e paternalismo. Il fatto che esistano band così per lui equivale alla fine di un’era, “la fine dell’era delle band”: “woke”, a suo avviso, è il contrario di essere r’n’r.
Sempre a Glastonbury, all’insaputa degli IDLES che in quel momento si stavano esibendo con Danny Nedelko il 28 giugno, Banksy ha fatto girare sopra le teste del pubblico a mo di crowd surfing un gommone in riferimento alle persone migranti che cercano di attraversare tutti i giorni il mar Mediterraneo e il canale della Manica.