Quattro anni fa Lias Saoudi dei Fat White Family aveva spiegato in una lunga lettera perché gli ideali (borghesi) degli Idles (e di certa sinistra) erano sbagliati in partenza. E quanto danno, a suo avviso, aveva prodotto l’importazione dagli Stati Uniti di certe teorie di giustizia sociale.
Stava parlando della cultura woke e della wokeness, della tolleranza zero imposta alle province e alla working class da una “middle class metropolitana”. Chi è il cantante di Newport per puntare il dito contro questa gente? Chi è per negare a queste persone orgoglio e identità nazionale?
Concetti simili, condivisi in passato da Jason Williamson degli Sleaford Mods e per quanto riguarda la critica alla sinistra “borghese” da John Lydon, sono tornati in una recente intervista rilasciata all’Independent in occasione dell’uscita del nuovo lavoro della band, Forgiveness Is Yours, in uscita venerdì.
Per Saoudi essere “woke” è il contrario di essere r’n’r e quel che stiamo vivendo oggi con band come gli Idles è la “fine dell’era delle band”, una “fantasia anacronistica”, “un indie microverso” fatta di chitarre taglienti, accento working class d’ordinanza (mutuato dalla classe lavoratrice) e paternalismo.
Riguardo al nuovo album dei Fat White Family non si può dire che la band non si stia prendendo dei rischi. Anche il nuovo Forgiveness Is Yours, come il precedente Serfs Up!, prende di mira il pop, ma è un pop particolare, come lo farebbero i Roxy Music o un Nick Cave in pista da ballo. Qualcosa che il giornalista dell’Independent vede in combutta con funk, minimalismo, retrofuturismo e qualcosa che definisce psychedelic rave folk. Ne parliamo in un articolo dedicato.
