Lo aveva dichiarato nei giorni scorsi intervenendo nel dibattito seguito alla fake hit Heart On My Sleeve, un brano generato da una I.A. con le voci simulate di The Weeknd e Drake tolto dalle piattaforme di streaming per questioni di copyright dopo essere andato virale. Grimes avrebbe diviso il 50% delle royalties con chiunque avesse pubblicato una canzone generata da un’intelligenza artificiale che utilizzasse con successo la sua voce.
Non solo, la popstar aveva inoltre dichiarato di essere al lavoro con un team di sviluppatori per la creazione di un software che svolgesse proprio questo compito. Detto fatto, l’applicazione che imita la sua voce approvata dalla cantante è stata rilasciata in queste ore. Si chiama Elf.Tech, e da quanto leggiamo su Pitchfork, non è troppo differente da Holly+, la tecnologia impiegata da Holly Herndon per sviluppare il suo software.
In tandem con Elf.Tech, Grimes ha annunciato l’uscita di due canzoni di prossima pubblicazione, Music for Machines e I Wanna Be Software, mettendo inoltre in guardia chiunque voglia utilizzare la sua voce generata con l’intelligenza artificiale. “Abbiate buon gusto”, scrive via Twitter, ed evitate estremismi.
L’uscita del nuovo album di Grimes, Book 1, è sempre prevista per quest’anno, ma conoscendo abitudini e ripensamenti della popstar la sua pubblicazione non è imminente.
Sempre a proposito di musica creata con l’aiuto delle I.A., in questi giorni ha fatto discutere il caso Aisis, il progetto finto-Oasis realizzato sempre da un programma di machine learning a cui in questo caso era stato affidato il compito di imitare la voce di Liam Gallagher associandola a una produzione musicale esistente.
Su SA trovate una monografia dedicata a Grimes e recensioni sulla sua intera discografia incluso l’ultimo album, Miss Anthropocene, risalente al 2020 (recensione a cura di Giuseppe Zevolli).