Maneskin, still dall'esibizione a X Factor 2021

Finale di X Factor con vittoria a sorpresa. Måneskin padroni del palco, Coldplay festa di colori

Una serata che ha visto i giudici duettare con i loro concorrenti e gli ospiti speciali Coldplay mettere in scena uno spettacolo di coriandoli e fluo. Måneskin padroni del palco, con un rock fatto di stereotipi vecchi e nuovi

X Factor 2021 si sposta dalla RePower Arena al Forum di Assago per la finalissima di giovedì. Tanti ospiti, e il culmine della gara che coinvolge i quattro artisti rimasti e i loro giudici: Fellow, Baltimora, Bengala Fire e gIANMARIA, con quest’ultimo che partiva come strafavorito. Dopo l’edizione dello scorso anno, in cui le porte dei live sono rimaste chiuse a causa della pandemia, quest’anno X Factor si riprende il pubblico delle grandi occasioni. Il parterre, però, è preso d’assalto da uno pseudo corpo di ballo che disegna coreografie goffe a effetto Tik Tok, durante l’intera durata dello show.

Ad ogni modo, i motori sono riscaldati dai Måneskin in completo Gucci, che eseguono la hit dei Four Season Beggin, la stessa che li aveva resi famosi a X Factor quattro anni fa. Il programma giustamente si vanta di aver lanciato la band nel lontano 2017 e si tiene stretto l’orgoglio di aver scoperto, numeri alla mano, la band italiana con più stream di sempre. Dopo i Rolling Stones, Ellen Show e Jimmy Fallon, i Måneskin si divertono sul palco che al tempo gli conferì il secondo posto. Torneranno a metà show con altri outfit e altre sorprese.

La gara è divisa in tre super manche, di cui, ci sentiamo di dire, la prima è la più interessante. I quattro concorrenti duettano con i loro giudici in una giostra di cover senza interruzioni, usando tutta l’ampiezza e i macchinari del Forum. Otherside, da Californication dei Red Hot Chili Peppers è eseguita da Hell Raton alla batteria e Baltimora ai gorgheggi vocali; il concorrente/producer perde per un attimo quel tocco misterioso che lo rende interessante e il pezzo viene fuori moscio. Avrà modo di rifarsi. gIANMARIA ed Emma si guardano negli occhi e cantano Sulla nostra relazione di Vasco, datata 1978. Il concetto di rivedere in chiave moderna brani della tradizione cantautorale rimane interessante, ma ci chiediamo quanto durerà fuori dalla giostra del talent.

Suscitano interesse i Bengala Fire e Manuel Agnelli con la cover di Inbetween Days dei Cure, da The Head on the Door del 1986. Musicalmente la collaborazione sembra a fuoco, ma il frontman si fa prendere un po’ troppo dall’entusiasmo, tanto da risultare manieristico. Infine, è bello vedere Fellow, con uno stile à la Riccardo Cocciante, cantare Underwater di e con il suo giudice Mika. I due hanno una buona intesa e il momento risulta complessivamente tenero. Ancor di più se si pensa che, un po’ a sorpresa, è proprio lui il primo a lasciare il palco della finale.

Il momento clou è rappresentato dai super ospiti Coldplay, che illuminano il Forum con Higher Power e My Universe da Music of The Spheres, recensito tiepidamente sulle pagine di SA. Si tratta di un’apparizione televisiva fatta per gli amanti dei coriandoli e del fluo, con i quattro britannici intenzionati a far ballare o al massimo a far cantare al pubblico qualche “olè olè”. Siamo lontani anni luce dai tempi pre-Viva La Vida, e la conferma viene da una quantità non indifferente di backing track sulla voce e sulle basi dei due brani. Si sorvoli pure sul featuring strategico con le leggende K Pop BTS, operazione che è valsa alla band un significativo allargamento di audience, oltre a un certo numero di dischi d’oro. Alla fine, il momento più divertente, è l’intervista di Tersigni che, in inglese maccheronico, non riesce a comunicare con un Chris Martin intento a togliergli i coriandoli dai capelli.

Il secondo round è quello dei best of: i tre concorrenti rimasti in gara eseguono un pugno di brani che hanno presentato durante queste settimane. Aprono le danze i Bengala Fire, che si confermano tantissimo fumo e poco arrosto. Peccato, visto che ci avevano colpito positivamente con il feat. di Motta in italiano. Il frullatore di indie-rock britannico e pacchianeria da stadio raggiunge il culmine tra palloncini giganti sul pubblico, balletti provocatori e, soprattutto, tanto fiatone e poco cantato.

gIANMARIA, della squadra di Emma, si dimostra il concorrente più omologato. E sebbene rimangano alcuni dubbi sul suo futuro discografico, ha avuto il percorso più limpido, più a fuoco. Sentiti di seguito, invece, i pezzi del best of di Baltimora dimostrano la coerenza artistica di un ragazzo che nel corso delle precedenti puntate ha lavorato molto su suoni liquidi, atmosfere dance e cassa dritta e, in generale, su un approccio molto pop. Peccato non averlo visto osare di più.

A metà serata tornano i Måneskin che, a loro volta, propongono un personale best of di una carriera ancora in divenire. Il quartetto romano porta al forum i propri successi, I Wanna Be Your Slave, Zitti e Buoni e Mammamia per i quali rimandiamo ai nostri commenti. A X Factor hanno proposto l’energia dei loro recenti live statunitensi, condita da un rock fatto di stereotipi vecchi e nuovi, con tanto di stage diving e toccate di pacco.

Dopo la prevedibile eliminazione dei Bengala Fire (la cui presenza scenica è forse appassita accanto a quella dei Måneskin), l’ultimo scontro è fra il favorito gIANMARIA e Baltimora. I due propongono, rispettivamente, I Suicidi e Altro.

A sorpresa vince quest’ultimo che accoglie la vittoria incredulo. Lasciando interdetti anche noi. Con la sua vittoria si chiude un’edizione che difficilmente verrà ricordata. Partita con l’intento di garantire equità eliminando tutte le categorie, si è scontrata con la carenza di cast femminile e, in generale, con un’offerta musicale al di sotto delle edizioni precedenti.

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