Il Fabric di Londra continua la sua battaglia contro la chiusura, appoggiata da una petizione nei giorni scorsi. I gestori del locale, sigillato dallo scorso 11 agosto dopo la morte di due 18enni, hanno pubblicato un comunicato stampa in risposta ai documenti diffusi dalla polizia che definivano l’ambiente «un rifugio sicuro per il consumo e la diffusione di droghe illegali».
«La sicurezza dei nostri clienti è sempre stata la nostra priorità assoluta», ha scritto il direttore del Fabric, Cameron Leslie, «chiunque pensi che noi non fossimo impegnati al 100% a contrastare le droghe, è completamente in errore. Alla luce dei tragici eventi avvenuti di recente, stiamo esaminando autonomamente i nostri metodi e abbiamo già proposto cambiamenti sostanziali all’interno del locale alla polizia e all’Islington Council. Il nostro obiettivo è di creare una punto di riferimento per la sicurezza nei locali del settore».
«Tutti i locali come il Fabric affrontano grosse battaglie nel combattere le droghe», continua Leslie, «da esperto operatore del settore, con una lunga carriera e la voglia di investire, siamo nel posto migliore per diventare i pionieri di un nuovo modo di lavorare, che terrà le persone più al sicuro. Speriamo che il consiglio e la polizia appoggeranno i nostri sforzi e ci consentiranno di restare aperti».
La decisione delle autorità verrà comunicata il prossimo 6 settembre.