Il suo rock rimane desertico e allucinato, abitato come accadeva per i Wovenhand da un r’n’r gotico, dronato e post-punk. Il solco di David Eugene Edwards, del resto, è quello di Jeffrey Lee Pierce (Gun Club), Alan Vega e Michael Gira. Così suona anche Hyacinth, primo album solista di quello che è stato anche mente dei 16 Horsepower, in uscita il 29 settembre 2023. Un disco incentrato sulla sua voce che tuttavia riprende alcune linee melodiche di lavori del passato come Secret South (2000) e l’omonimo Wovenhand (2002).
Hyacinth era una sorta di visione. Un sogno. Ho cercato nel mio vecchio banjo di legno e nella mia chitarra a corde di nylon un percorso nascosto. Segreti che mi avevano tenuto nascosti per tutti questi anni, e ho creato un nuovo Mythos per me stesso di idee o concetti filosofici e spirituali
David Eugene Edwards
Due le date italiane per promuoverlo: 4 ottobre al Biko di Milano e il 6 ottobre al Locomotiv di Bologna. Entrambe le prevendite sono state affidate a DICE.
Oltre al suo lavoro con Wovenhand, dal 2001 a oggi, e con Sixteen Horsepower, dal 1992 al 2005, David Eugene Edwards ha collaborato con artisti come Crime & the City Solution, Alexander Hacke (Einstürzende Neubauten) e Carpenter Brut.
Ha inoltre contribuito alle colonne sonore di film come Searching for the Wrong-Eyed Jesus, The Brass Teapot e Titane. Su SA trovate la recensione dell’ultimo album a nome Wovenhand, Silver Sash.
