Avevamo lasciato David Eugene Edwards con Hyacinth, un lavoro desertico e allucinato incentrato sulla sua voce, che riprendeva alcune linee melodiche di lavori del passato – Secret South (2000) e Wovenhand (2002) – per proiettarsi in un futuro sotto il suo solo nome. Il rock restava quello dei Wovenhand: r’n’r gotico, dronato e post-punk, ma la produzione si aggiornava verso nuove profondità, tra bassi avvolgenti, drum machine e dulcimer mandati in loop. È la stessa direzione adottata oggi, con un taglio ancora più groovy e, se vogliamo, “pop”, in Sun of Manes, primo singolo del nuovo album in uscita a maggio, Mercurial Silence.
Oltre al lavoro con Wovenhand, attivo dal 2001 a oggi, e con Sixteen Horsepower, dal 1992 al 2005, David Eugene Edwards ha collaborato con artisti come Crime & the City Solution, Alexander Hacke (Einstürzende Neubauten) e Carpenter Brut, e ha contribuito a colonne sonore di film come Searching for the Wrong-Eyed Jesus, The Brass Teapot e Titane. Su SA trovate la Silver Sash, ultimo album a nome Wovenhand.