Stilla da “Videodrome” di David Cronenberg
Still da “Videodrome” nella versione restaurata (2022)

David Cronenberg. La versione restaurata di “Videodrome” dal 19 settembre nelle sale italiane

Il restauro è distribuito dalla Cineteca di Bologna grazie al progetto “Il Cinema Ritrovato. Al cinema”

Con Crimes of the Future, il suo nuovo film ancora nelle sale, David Cronenberg, grazie a Arrow Films e Cineteca di Bologna, raddoppia. Dal 19 settembre, dopo l’anteprima dello scorso giugno alla 36ª edizione del festival Il Cinema Ritrovato, arriva nei cinema Videodrome, la versione restaurata del cult.

L’idea nasceva dalle numerose ore notturne che avevo trascorso davanti alla televisione da bambino, quando mi capitava di vedere improvvisamente dei segnali causati da interferenze. Era stata quell’esperienza che mi aveva portato a immaginare un uomo che capta per caso un segnale bizzarro, estremo, violento e molto pericoloso. A causa del suo contenuto ne diventa ossessionato, cerca di rintracciarlo e si trova invischiato in un intricato mistero. Quando cominciai a scrivere, la storia prese improvvisamente ad alterarsi. Max, il protagonista, aveva delle allucinazioni e gli succedevano delle cose fisiche impossibili, andavano anche oltre quelle contenute nel film. A un certo punto si rendeva conto che la sua vita non era come aveva pensato che fosse: lui stesso non era come aveva creduto di essere. Alla fine decisi di interrompere, perché la storia era così esagerata da essere troppo per un solo film. Ciò che avevo scritto mi aveva davvero sbalordito. Se intendi fare dell’arte, devi esplorare alcuni aspetti della tua vita senza riferimenti a istanze o a posizioni politiche. Con Videodrome ho voluto suggerire la possibilità che un uomo sottoposto a immagini violente cominci ad avere delle allucinazioni. Ho voluto sperimentare cosa succederebbe se accadesse davvero quello che i censori sostengono. Come sarebbe? Dove porterebbe?
David Cronenberg

Con VideodromeCronenberg comincia una riflessione che continuerà con Il Pasto Nudo e eXistenZ, un decennio dopo. Le invenzioni umane, che siano la tv, la stampa o i videogiochi, possono alterare la percezione della realtà e, dunque, gli stessi individui. Le allucinazioni prendono forma fisica e diventano un nuovo, macabro universo da decifrare, lasciando da parte ciò che era. Ciò che rende dei cult queste pellicole, è il modo con cui i paradigmi di Cronenberg possono essere applicati all’infinito a nuove storie, nuove “allucinazioni”, e continuerebbero ad avere un senso (e lo stesso impatto sullo spettatore).

La recensione di Crimes of the Future su queste pagine è di Elena Raugei. Sempre su SA quelle relative ad altre pellicole del regista canadese come Scanners, La promessa dell’assassinoA History Of Violence.

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