Cesare Basile non ritirerà la targa del Premio Tenco

A qualche settimana dall’annuncio dei vincitori del Premio Tenco, Cesare Basile ha comunicato di non voler ritirare la targa assegnatagli dalla giuria della celebre manifestazione per il miglior disco dialettale 2013.

La decisione è arrivata in seguito alle recenti dichiarazioni del direttore generale della SIAE Gaetano Blandini in merito all’occupazione del Teatro Valle di Roma, in cui ha definito gli occupanti del Teatro “dei pariolini, figli di papà che da tre anni occupano un teatro facendo concorrenza sleale agli altri, non garantendo la sicurezza dei lavoratori né quella del pubblico, senza pagare la luce, il gas, il telefono, nella più totale illegalità […]”.

Il 28 e 29 novembre si sarebbe dovuto svolgere al Teatro Valle l’incontro – organizzato dal Club Tenco – “Situazioni di contrabbando”, cancellato in seguito a causa delle polemiche intercorse tra la SIAE, partner del Tenco e il teatro romano. Il Tenco si è giustificato spiegando che “non avendo la competenza tecnica per entrare nel merito dei gravi motivi di contrasto, il Club si ritiene comunque in dovere di non alimentare, per la sua parte, attriti e polemiche, e per questo rinuncia serenamente ad un evento che potrebbe acuire il dissidio tra le due parti”. Una decisione in netto contrasto con il pensiero del cantautore siciliano che, tramite il proprio ufficio stampa, ha diffuso una lettera aperta in cui motiva le ragioni del suo gesto. Ve la riportiamo.

Perché non ritirerò il Premio Tenco 

Credo che un artista abbia il dovere di schierarsi piuttosto che sottrarsi ai conflitti. È l’unica regola alla quale ho cercato di essere fedele come individuo e come musicista nel corso della mia oramai lunga carriera.

Viviamo da troppo tempo e con sconcertante naturalezza l’era delle tre scimmie, la viviamo adeguandoci alla goffaggine che genera complicità, paghi del piatto di minestra che la carità del Potere ritiene di assegnarci ai piedi della sua tavola. 

Non vedo, non sento, non parlo. Tuttalpiù faccio un salto di fianco e lascio che la cosa passi. 

Strana pratica per un mestiere che è fatto esclusivamente di vedere, sentire e parlare. Strana pratica per chi ha scelto il racconto come segno della propria esistenza.

Faccio parte da due anni dell’assemblea del Teatro Coppola Teatro dei Cittadini, un teatro occupato e autogestito, uno spazio sottratto all’incuria e alla magagna della Pubblica Amministrazione, frutto gioioso e libero di un altrettanto gioioso e libero atto illegale. Rivendico quotidianamente la legittimità di questa pratica come risposta a un sistema di gestione dell’arte e della cultura verticistico, monopolista, clientelare. Questo non mi rende migliore o peggiore di altri, né fa di me un eroe, mi vede solo parte attenta di una scelta e come parte attenta di una scelta non posso fare a meno di vedere, sentire e parlare.

I recenti attacchi del presidente della S.I.A.E., Gino Paoli, e del suo direttore generale Gaetano Blandini contro il Teatro Valle occupato e le altre esperienze autogestite sul territorio italiano (il Teatro Coppola Teatro dei Cittadini fra queste) mi hanno profondamente disgustato per toni e arroganza; attacchi dai quali traspare, tra l’altro, una chiara e ben orchestrata richiesta autoritaria di ripristino della legalità che altro non è che un’esortazione allo sgombero. 

Sabato 30 Novembre avrei dovuto partecipare, insieme ad altri musicisti, a una manifestazione organizzata dal Club Tenco e dal Teatro Valle. In seguito allo scontro con la S.I.A.E. il Club Tenco ha cancellato questa manifestazione dalla sua agenda con la seguente motivazione: «Il Club Tenco di Sanremo, preso atto del forte contrasto emerso negli ultimi giorni tra il Teatro Valle di Roma occupato e la Siae, ha deciso di annullare la manifestazione “Situazioni di contrabbando” programmata al Teatro Valle nei giorni 29 e 30 novembre. Non avendo la competenza tecnica per entrare nel merito dei gravi motivi di contrasto, il Club ritiene comunque di non dover alimentare, per la sua parte, attriti e polemiche, e per questo rinuncia serenamente ad un evento che potrebbe acuire il dissidio tra le due parti».

Essendo la S.I.A.E. partner importante del premio Tenco non viene difficile capire il perché di questo passo indietro.

Ma se il Club Tenco ritiene di dover sottostare a un ricatto e fare un passo indietro per non «acuire il dissidio tra le due parti», io reputo opportuno farne uno in avanti per sottolinearlo questo dissidio: conflitto fra chi vuole una cultura liberata e chi, invece, la cultura vuole amministrarla per mantenere privilegi. 

Ecco perché, ringraziando tutti quelli che mi hanno votato, non ritirerò la targa Tenco 2013 per il miglior album in dialetto e non parteciperò alla premiazione dell’8 dicembre al Petruzzelli di Bari.

                                                                

                                                                   Cesare Basile

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