Eyes Wide Shut, come si sa, è stato l’ultimo film di Stanley Kubrick nonchè uno dei più controversi e divisivi del leggendario regista americano naturalizzato britannico. Ciononostante, contiene una delle scene più significative della sua filmografia, quella del rituale orgiastico. Ora, però, a distanza di vent’anni dall’uscita della pellicola nelle sale, emerge un nuovo retroscena: nel film c’è un cameo non accreditato di Cate Blanchett. L’ha rivelato in uno speciale pubblicato su Vulture, Leon Vitali, all’epoca uno degli assistenti di Kubrick che in passato aveva anche recitato per lui nei panni di Lord Bullingdon in Barry Lyndon.
Secondo Vitali, la Blanchett sarebbe apparsa proprio nella scena del cerimoniale occulto come doppiatrice della misteriosa donna in maschera interpretata da Abigail Good. «Era Cate Blanchett – ha spiegato in riferimento alla voce – Volevamo qualcosa di caldo e sensuale ma che allo stesso tempo sembrasse parte del rituale. Stanley ci aveva detto di voler trovare una voce che avesse le qualità di cui avevamo bisogno. Dopodichè morì e la ricerca passò in mano a noi. Furono Tom (Cruise, ndSA) e Nicole (Kidman, ndSA) a venirsene fuori con l’idea di Cate. Lei in quel periodo si trovava Inghilterra, così venne negli studi di Pinewood e registrò la sua parte».

La Blanchett all’epoca della post produzione del film era una star in ascesa. Aveva recitato in Oscar e Lucinda e – soprattutto – era stata protagonista in Elizabeth, dove vestiva i panni della regina Elisabetta I d’Inghilterra, ruolo che le valse la prima candidatura all’Oscar.
Nello stesso reportage, Abigail Good ha raccontato che durante le riprese fu lei stessa a chiedersi se la sua voce fosse la più adatta per recitare quelle parole, poichè non aveva un accento americano. Pertanto ha detto di non provare rancore nei confronti di Kubrick per la scelta di farla doppiare, anche perchè quello fu l’ultimo film del regista prima della sua morte. «Quando tutte le altre ragazze se ne andarono, mi trovai nella meravigliosa posizione di lavorare con due artisti incredibili. Ero sul set con Tom e Stanley, a lavorare per conto nostro. Stanley chiedeva spesso la mia opinione. Io e Tom siamo stati tra le ultime persone a essere filmate da lui».