Brian May dei Queen ha espresso la sua opinione nel dibattito in corso sull’IA nella musica.
Recentemente, oltre 1.000 artisti, tra cui Damon Albarn, Kate Bush e Annie Lennox, hanno pubblicato un album muto per protestare contro le modifiche alle leggi sull’IA previste dal governo britannico.
L’iniziativa è arrivata mentre il governo britannico sta pianificando di apportare modifiche alle leggi sul copyright, rendendo più facile per le piattaforme di intelligenza artificiale sviluppare e addestrare i propri modelli utilizzando opere protette dal diritto d’autore, senza bisogno di una licenza.
Le piattaforme potranno utilizzare materiale online senza rispettare il diritto d’autore se lo faranno per “text or data mining”. Ciò sarebbe consentito a meno che i detentori dei diritti non scelgano di “non partecipare”.
May è l’ultimo a unirsi alla protesta: «Il mio timore è che sia già troppo tardi: questo furto è già stato compiuto ed è inarrestabile, come tante incursioni che i mostruosamente arroganti proprietari miliardari di IA e dei social media stanno facendo nelle nostre vite. Il futuro è già cambiato per sempre», ha dichiarato.
“Ma plaudo a questa campagna per rendere il pubblico consapevole di ciò che si sta perdendo. Spero che riesca a porre un freno, perché altrimenti nessuno potrà permettersi di fare musica da qui in avanti», ha quindi concluso il chitarrista.
Brian May e i Queen
Per quanto riguarda i Queen, il catalogo e i diritti di immagine della band sono stati acquisiti da Sony Music in un’imponente operazione valutata in 1,27 miliardi di dollari.
Si ritiene che l’accordo sia la più grande acquisizione di questo tipo. All’inizio di quest’anno, Sony ha pagato almeno 600 milioni di dollari per il 50% del catalogo editoriale e dei master registrati di Michael Jackson. Negli ultimi anni la società ha acquistato anche i cataloghi di Bruce Springsteen, Paul Simon e Tame Impala.