Non è la prima volta che artisti di spicco del panorama internazionale protestano contro l’infrazione dei diritti degli artisti mediante l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Lo scorso anno erano state apposte 200 firme a una lettera aperta che lanciava un monito chiaro, condannando l’uso improprio delle AI. Ora la mobilitazione si fa ancora più ampia: oltre 1.000 musicisti, tra cui Damon Albarn, Kate Bush, New Order, Hans Zimmer e Tori Amos, si oppongono al piano del governo britannico di consentire alle aziende di AI di addestrare i loro modelli su opere protette senza licenza.
Lo fanno con Is This What We Want?, un album simbolico composto da registrazioni di studi di registrazione e sale concerto vuote, i cui titoli formano una dichiarazione inequivocabile: “The British government must not legalise music theft to benefit AI companies”. L’iniziativa, guidata da Ed Newton-Rex, raccoglie fondi per Help Musicians UK. “Non è necessario distruggere l’industria musicale per essere leader nell’AI”, afferma.
Kate Bush ha aggiornato il suo sito ufficiale con un video di supporto: “In futuro le nostre voci resteranno inascoltate?”. Intanto, Is This What We Want? si affianca alla campagna Make It Fair, che mira a sensibilizzare sull’impatto delle proposte governative su arte e proprietà intellettuale. Solo a dicembre uno studio ha stimato che il settore musicale potrebbe perdere il 25% dei ricavi nei prossimi quattro anni a causa dell’AI.
Mentre Max Richter ha definito la proposta “ingiusta e impraticabile” davanti alle commissioni parlamentari, il CEO di Suno AI dichiarava che “fare musica non piace a nessuno”. Lo scorso giugno, diverse etichette e organizzazioni hanno intentato cause contro Suno e Udio per violazione del copyright, leggiamo su Dj Mag.