Wembley Stadium, 9 luglio 2023. Foto di Francesca Sara Cauli

Blur a Wembley. La fine della giovinezza

Prosegue la nostra carrellata di materiale dalla leggendaria doppia tappa dei Blur a Wembley. Dopo il live report sulla prima serata, arriva il racconto della nostra storica fotografa Francesca Sara Cauli, che si è goduta lo show domenicale sul prato, condividendo qualche video girato col cellulare

Da diversi anni provo una discreta tristezza a quei concerti che mi piace definire “operazioni nostalgia”. Mi sento invecchiata come ciò che sento e vedo proprio dinanzi a me, ed è una sensazione che si rafforza quasi ad ogni occasione in cui finisco per cedere alla tentazione di sentire dal vivo quegli artisti o quelle band che sono stati per me i compagni di una vita. Mi capita soprattutto quando quegli act li ho già visti più volte, è un po’ come guardarsi allo specchio e dover accettare i chili di troppo o i capelli bianchi: cara mia, non sei più quella di un tempo, facci pace. Per questo sono sempre più spesso attratta dall’ascoltare e dal fotografare chi si trova ora nel proprio tempo, mi sembra di comprendere meglio il presente e di riuscire a farne parte anche nei miei quarant’anni suonati.

Con questo spirito sono arrivata a Londra, circa nove mesi dopo aver comprato i biglietti all’annuncio delle due date al Wembley Stadium. Un tempo che sembra enorme, ma è un battito di ciglia al confronto dei quasi trent’anni di ascolti e concerti di Albarn e compagni. Non so dire se i Blur siano la mia band preferita, sempre che ne riesca ad individuare una, ma di sicuro sono il mio amore musicale più longevo. Scoperti a dodici anni in tv grazie ad un orribile Festivalbar che costringeva tutti gli ospiti all’esibizione in playback ed una martellante programmazione di VideoMusic, sono entrati ma soprattutto sono rimasti nella mia vita fino ad oggi.

E maggiore è l’amore per una band, più alto è il rischio che l’operazione nostalgia mi generi la tristezza di cui sopra, arrivata giusto all’inizio dell’estate al Primavera Sound di Barcellona, con tutte le attenuanti del caso: vuoi che fosse la prima data del tour, vuoi l’orario infausto delle due e mezza del mattino che mette a dura prova il pubblico decisamente over 40, posso dire che il concerto catalano del 2023 è stato il più deludente di tutti quelli del quartetto londinese a cui ho assistito.

Wembley Stadium, 9 luglio 2023. Foto di Francesca Sara Cauli

Dunque eccomi a Wembley, di cui mi preoccupava la logistica, le code, gli eventuali token, la fatica, il rientro, ma soprattutto, la tristezza. Tutto è andato alla grande. Delle due date ho scelto la seconda, quella di domenica 9 luglio, che sembrava messa lì per chi non era riuscito ad acquistare i biglietti per il sabato, sold out nel giro di pochissimo. Già dall’opening di Paul Weller, la gente è tanta ed è presa bene, gli inglesi attendono con le immancabili birre in mano. Quando Damon e soci salgono sul palco il sole è ancora alto: i volumi spingono, il sound è pieno e carico, il quartetto appare al tempo stesso rilassato e divertito, Albarn scherza, beve quello che chiama stage tea e poi bacia sulle labbra a turno Coxon e James, la loro intesa è palpabile, pura, si divertono come se avessero di nuovo 25 anni. La sensazione è che suonino per il gusto di farlo, e non perché sia necessario un live nostalgico per ricordarci che una volta i Blur erano una grande band. E si avverte chiaramente quanto Wembley costituisca un punto di arrivo per il gruppo inglese, un sogno accarezzato a lungo ma mai realizzato prima.
A fine concerto, commosso, Damon Albarn lascia il palco in spallucce con un secco, quasi tenero, “Ok, goodnight”.

Scrive Metro che i Blur sono riusciti a far dimenticare per due sere alla gente che “Modern Life is Rubbish”. Siamo alla fine per davvero: non ci sarà un’altra notte a Wembley, si torna subito alla normalità. E normalità sarà anche per i miei concerti nostalgia, nei quali tornerò a sentire quel velo di tristezza per ciò che è stato e non sarà più, portandomi nel cuore che invece a 40 anni, a Wembley, il 9 Luglio 2023, in novantamila abbiamo festeggiato assieme ai Blur la pura gioia di essere diventati, finalmente, grandi.

Lascio ai posteri qualche mio momento di una notte magica. For tomorrow, to the end.

Lo stadio è in fiamme, i Blur lo sanno e la magia è fatta. Per scelta non ho voluto leggere né sapere nulla della sera prima, quindi per me è tutto o quasi una sorpresa. Sottolineano che rispetto al giorno prima ci sia più tempo e proprio in quanto sia domenica, è doverosa Sunday Sunday.

Al piano, Albarn interpreta un’intensa Under the Westway, brano che già la sera precedente riappare in scaletta per la prima volta dal 2014. Al termine del pezzo, si inginocchia e si abbandona alle lacrime, quasi a voler buttare fuori una mole di emozioni che non riesce più a contenere. Altrove ci si è chiesti se quel pianto fosse autentico o meno, ma fatico a dubitare dell’autenticità di quel momento: tra il serio e il faceto lo dice chiaramente, Albarn, per loro non è affatto normale suonare al Wembley Stadium.

Si è fatta sera quando si arriva in fondo: da brivido Tender accompagnata dal London Community Gospel Choir al completo, lo stadio illuminato di rosso è costellato di torce degli smartphone accese mentre mani e voci intonano i cori all’unisono.

Si chiude con l’epica The Universal, sotto i raggi di due enormi discoball che irradiano il parterre.

SETLIST:

St. Charles Square
There’s No Other Way
Popscene
Tracy Jacks
Beetlebum
Trimm Trabb
Villa Rosie
Stereotypes
Out of Time
Coffee & TV
Under the Westway
End of a Century
Sunday Sunday
Country House
Parklife
To the End
Oily Water
Advert
Song 2
This Is a Low
Lot 105
Girls & Boys
For Tomorrow
Tender
The Narcissist
The Universal

Tracklist

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