Better Call Saul
Better Call Saul, il trailer finale (2022)

Better Call Saul. Lo “spoiler” di Bryan Cranston e il trailer finale che anticipa la fine di Saul Goodman

«Che la giustizia trionfi, costi quel che costi»

Dopo la prima parte condivisa lo scorso aprile, manca ormai pochissimo alla seconda e ultima tranche di Better Call Saul, ovvero gli ultimissimi episodi della stagione finale prodotta da Sony Pictures Television che andranno a porre la parola fine alla storia di Jimmy McGill / Saul Goodman. Episodi ancor più attesi, dato il ritorno, seppur fugace, di Aaron Paul e Bryan Cranston, ovvero Jesse Pinkman e Walter White, e perché sapremo inoltre il destino di Kim Wexler (Rhea Seehorn) che in Breaking Bad non è presente.

Nel frattempo, Cranston, intervistato sul podcast SiriusXM, ha fatto un piccolo spoiler rivelando per sommi capi le scene in cui l’iconica coppia sarà presente, oltre ad un retroscena sul periodo in cui i due le hanno girate.

C’è una scena in cui c’è Aaron ma non io. E ce n’è un’altra in cui ci sono io ma non lui. E poi c’è la scena in cui ci siamo entrambi. In totale fanno tre e sarà tutto fantastico. Quando le abbiamo girate nessuno lo doveva sapere. Arrivati in un’area privata dall’aeroporto di Albuquerque, appena scesi dalla scaletta, ci hanno requisito con un SUV. Abbiamo soggiornato in un Airbnb per quattro giorni. Non potevamo uscire. Eravamo nascosti, nessuno lo doveva sapere, in vero stile Breaking Bad…
Bryan Cranston

Inoltre è stato condiviso il trailer finale della serie. Un b/w con la colonna sonora Fred Neil (il brano è Little Bit of Rain) che mette le basi per il finale che ci aspetta. La prima inquadratura è riservata all’ufficio di Saul Goodman per come lo abbiamo visto in Breaking Bad, nell’ultima c’è Bob Odenkirk che si prova la camicia per un abito. Una voce voce fuori campo, sempre sua, pronuncia le testuali parole: «Che la giustizia trionfi, costi quel che costi».

Ritardi e dettagli su Better Call Saul

Better Call Saul è divisa in due parti: la prima è andata in onda il 18 aprile, la seconda verrà condivisa da lunedì 11 luglio, in quella che è ormai una prassi per prodotti di questo tipo. È capitato con Lupin, La casa di carta e più recentemente con Stranger Things 4, il cui secondo blocco è stato condiviso la scorsa settimana.

L’ultima stagione della serie, esce a due anni dal finale della quinta. Gli episodi girati sono 13 per un totale di 63, giusto uno in più della serie originale andata in onda dal 2008 al 2013. A partire dalla quarta stagione l’unico showrunner è Peter Gould, uno dei due co-creatori di Breaking Bad, l’altro è naturalmente Vince Gilligan che figura comunque come produttore assieme a Mark Johnson, Melissa Bernstein e Thomas Schnauz.

Tra le cause dei ritardi nella messa in onda dello spin-off, anche il periodo di convalescenza di Odenkirk in seguito all’attacco di cuore subito dall’attore sul set a luglio dello scorso anno. Malore che è stato oggetto di una recente intervista.

Su SA potete leggere la recensione di El Camino, il film sequel di Breaking Bad incentrato sul destino di Jesse Pinkman.

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