Arab Strap
Arab Strap, foto di Luke Bovill

Arab Strap. Ritorno tra disco e disincanto: il nuovo album “Half-Told Tales”

Il duo scozzese anticipa il nono disco con “You You You”: “invocazione di speranza e solidarietà” tra Italo disco e chitarre taglienti

A quasi trent’anni dal primo singolo, gli Arab Strap tornano con il nono album in studio, Half-Told Tales. La nuova prova segue a distanza di due anni I’m Totally Fine With It Don’t Give a F*** Anymore, proseguendone la declinazione elettronica e dance.

“Siamo trent’anni in questo anno”, racconta la band, “e abbiamo deciso di festeggiare facendo ciò che ci piace di più: nuova musica”. Il primo assaggio è You You You, brano che il gruppo definisce centrale rispetto allo stato emotivo del disco. Aidan Moffat canta nel suo classico registro a metà tra parlato, mezzo-canto e narrazione confidenziale di alienazione contemporanea e di ancore di salvezza (“I’ve got You You You”).

La base spinge su un arpeggiatore che rimanda tanto all’Italo disco quanto a un classico di Frankie Knuckles, mentre le chitarre di Malcolm Middleton introducono tensioni wave e rock. La band lo descrive come una sorta di “disco-metal incantatorio”: “Un’invocazione di felicità futura e di solidarietà che, con un po’ di fortuna, potrebbe farvi ballare e ridere”, spiegano.

Dal punto di vista lirico, e in continuità con la precedente prova, You You You affronta alcuni dei temi centrali del disco: uno sguardo sul presente segnato da instabilità economica, salute mentale fragile, violenza sistemica e una costante distorsione della realtà informativa. “Può sembrare che manchi ogni traccia di decenza umana”, afferma Moffat, “ed è per questo che la desolazione diventa la nostra condizione di default”.

“Ci sono cose che l’altro ama e io detesto”, spiega Malcolm Middleton. “Il risultato è un punto d’incontro che nessuno dei due avrebbe scelto da solo. Non è il disco che avrei fatto, né quello che avrebbe fatto Aidan, ma è quello giusto per la band”.

Tracklist

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