Garth Hudson, la cui maestria con l’organo e il virtuosismo su una panoplia di altri strumenti hanno dato un tocco distintivo al roots-rock del gruppo canadese-americano The Band, è morto, secondo quanto riportato dal Toronto Star.
Hudson “si è spento serenamente nel sonno” questa mattina in una casa di cura a Woodstock, New York, da sempre sede della Band, come ha confermato alla testata l’esecutore testamentario del musicista. Aveva 87 anni.
Today, we sadly say goodbye to Garth “Honey Boy” Hudson, the last living original member of The Band. A musical genius and cornerstone of the group’s timeless sound, Garth once said, “I found some true enjoyment in helping people get to the bottom of their feelings.” Through his… pic.twitter.com/IdVidFbLOp
— The Band (@TheBandOfficial) January 21, 2025
Ritiratosi da tempo e raramente oggetto di interviste, Hudson era il membro più “tranquillo” del gruppo che nacque come band di supporto del cantante rockabilly Ronnie Hawkins, originario dell’Arkansas, e che nel 1966 supportò Bob Dylan nel suo tumultuoso primo tour come performer rock ‘n’ roll.
Dopo aver trascorso del tempo con Dylan a West Saugerties, N.Y. – dove Hudson ha fatto da ingegnere di registrazione per Dylan e per i leggendari “basement tapes” – i musicisti hanno esordito con il nome di Band in nel 1968, con Music From Big Pink. Quell’album e il suo seguito autoprodotto del 1969 li consacrarono come uno dei migliori gruppi rock dell’epoca.
Robbie Robertson, chitarrista e autore della Band negli anni di gloria del gruppo, è scomparso a sua volta nell’agosto del 2023.
Su SA trovate le recensioni dei classici Music From Big Pink e dell’omonimo The Band, entrambe a cura di Stefano Solventi. Ma anche i dettagli su Once Were Brothers: Robbie Robertson and the Band, il documentario sulla Band di Martin Scorsese, Testimony, il memoir dello stesso Robbie Robertson, anche recensito su queste colonne, e naturalmente The Last Waltz, il concerto d’addio della formazione oggetto di una pellicola sempre del regista statunitense.