Venticinque anni fa Canzoni a manovella apriva il nuovo millennio con una giostra di suoni immaginari, teatrali, letterari, storici, obliqui. Domenica 19 ottobre 2025, quell’album torna a vivere per intero in un’occasione unica: Vinicio Capossela lo eseguirà al completo sul palco del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, accompagnato da un’ampia formazione e dagli arrangiamenti originali di Tommaso Vittorini.
È un ritorno al futuro in piena regola. Pubblicato il 6 ottobre 2000 e vincitore della Targa Tenco come Miglior Album in Assoluto, Canzoni a manovella resta uno snodo cruciale nella poetica dell’artista: un’opera-mondo fatta di filastrocche mitologiche, rebetici, fanfare, canti anarchici, fiabe e meccanismi narrativi incantati, in cui strumenti antichi e immaginari danno corpo a una lingua musicale senza tempo. Capossela lo raccontava come una “abbuffata secolare”: un archivio di meraviglie in disordine, un libro d’avventure sonoro in cui ogni traccia spalanca mondi.
A distanza di un quarto di secolo, l’artista lo riporta sul palco nella sua interezza per una notte speciale che unisce memoria e invenzione, storia e spirito giocoso, ingranaggi e visioni. Non è solo una celebrazione, ma una risalita nel cuore pulsante di un disco che ha ridisegnato i contorni del cantautorato italiano, intrecciando la lezione di Verdi e Brecht, la cultura popolare e il futurismo, la canzone e la letteratura.
L’appuntamento rientra nel programma di Barezzi Way, la serie di concerti che anticipa la XIX edizione del Barezzi Festival, in programma dal 13 al 16 novembre tra Parma e dintorni. Ed è la prima volta che il festival approda ufficialmente a Milano. La scelta del Conservatorio Verdi – lo stesso che un tempo respinse il diciannovenne Giuseppe, poi accolto dalla città – non è casuale: simbolo perfetto di quella tensione tra tradizione e innovazione che Canzoni a manovella incarna, e che da sempre guida lo spirito del Barezzi.
Nel frattempo Vinicio Capossela è impegnato con Sirene, un tour estivo suddiviso in tre filoni: il mito, le emergenze e la frontiera. Su SA potete recuperare numerose recensioni della discografia di Capossela tra cui quella relativa a Tredici canzoni urgenti e Sciusten Feste N.1965 entrambe a cura di Stefano Solventi.