Film
Mike White
The White Lotus – Stagione 3
-
Elisa Torsiello
- 22 Febbraio 2025
Le parole le porta via il vento, e con loro i segreti che sottendono, i non detti che nascondono. Ma basta un cambio di direzione, una deviazione di corrente, che quegli stessi misteri tornano a inseguirci, anche se lontani, anche se in vacanza. Che sia su un treno (Assassinio sull’Orient Express), tra paesaggi bucolici di villaggi nordici (Midsommar), o su spiagge maledette (Old), il dramma umano prende piede, lasciando che all’estro e alla felicità si sostituiscano i tradimenti, l’alienazione, la mano della morte. Mike White conosce bene le regole del gioco, ed ecco che dalla sua fucina creativa un villaggio turistico si tramuta per la terza volta in un palcoscenico mefistofelico di natura ostile, nefasta. Certo, il canovaccio di The White Lotus 3 è una semplice reiterazione pedissequa di quanto sviluppato nelle due stagioni differenti; eppure, al di là dei contorni di base da ricalcare con attenzione, anche in Thailandia i suoi protagonisti vivranno un disequilibrio doloroso, una perdita di se stessi e della propria maschera sociale, che va quasi a sottolineare che puoi cambiare location, spazio, ambiente, ma l’anima incancrenita di una società non potrà guarire, solo rinsecchirsi al sole. Come un programma di viaggio costruito con fare seriale, The White Lotus 3 prende infatti in prestito i punti di forza delle due stagioni antecedenti, aggiungendo come variabile nuovi spettri rinchiusi in raccoglitori di pelle e ossa pronti a disunirsi notte dopo notte.

Eppure, come dimostra questa prima puntata, la terza stagione non vuole rivelare troppo circa i suoi protagonisti, arrogandosi piuttosto il diritto di mostrarli con calma. Un disvelamento rateale, concepito per esacerbare quel manto di mistero e inganno, attrazione fatale e totale sorpresa che avvolge questi villeggianti, specchi riflettenti un costrutto umano che esiste, respira, vive al di là dello schermo. Una scelta che rischia di rallentare il ritmo, lasciando viaggiare la propria macchina seriale perennemente in prima, ma la sensazione generale è che dopo tale, affannosa, salita, dinnanzi a noi si aprirà una discesa a perdifiato che ci lascerà svuotati, destabilizzati, proprio come i protagonisti sullo schermo.
Bastano dunque una cinquantina di minuti a Mike White per compiere il suo terzo check-in: il regista e show-runner trascrive i vizi di una borghesia arricchita a discapito di altri, di amicizie effimere, di chi cerca la spiritualità paventando un’anima viziata. Sono nuove esistenze che incanalano e nascondono strascichi di qualcosa di già visto, già vissuto, non solo perché mostratoci sul piccolo schermo nei capitoli precedenti, quanto nella vita di tutti i giorni.
Ed è solo l’inizio di un viaggio che si prospetta – per quanto a tratti possibilmente prevedibile – immersivo e disorientante.
Filmografia
Trailer
Voti
Vota
Amazon
