Film

Gabe Rotter

The Beast in Me

13 Novembre 2025 Stati Uniti d'America thriller

Tra le miniserie più prestigiose della proposta di Netflix del 2025 c’è sicuramente The Beast in Me. Il titolo ideato da Gabe Rotter vede il ritorno della collaborazione del duo formato da Claire Danes e Howard Gordon (rispettivamente protagonista e showrunner di Homeland – Caccia alla spia), supportati dalla produzione di Jodie Foster e Conan O’Brien.

Otto puntate che oscillano tra il thriller e il noir, caratterizzate da un crescendo tensivo tipico di altri titoli a cui Gordon ha lavorato, come 24 (la più celebre), costruite in modo da innalzare un castello narrativo via via sempre più fitto e ramificato. Ogni piano della struttura costituisce contemporaneamente un passo utile a penetrare in profondità nella psiche dei vari personaggi, le cui relazioni costituiscono il vero cuore dello show.

Una Claire Danes leggermente provata.

La storia vede come protagonista la scrittrice premio Pulitzer Aggie Wiggs (Danes), in completo autoisolamento sociale dopo la morte del figlio e ormai persa all’interno del più classico dei blocchi dello scrittore. La donna trascorre il suo tempo a ignorare gli avvisi di pagamento, cercare scuse con la casa editrice e guardare il foglio bianco sul pc, mentre in sottofondo riecheggiano un mix letale di senso di colpa, rabbia e impotenza.

A rompere lo status quo in cui Aggie ristagna arriva un nuovo vicino di casa, tale Nile Jarvis (un gelido Matthew Rhys), un affarista immobiliare di enorme successo che è stato a lungo al centro di un processo in cui era accusato dell’omicidio della moglie. Una figura controversa e dall’aria poco raccomandabile che comincia ad interessarsi della donna in un primo momento perché l’unica a non voler firmare un permesso per costruire una pista da jogging, ma poi perché vede in lei un’anima in un certo senso affine.

Matthew Rhys in una delle prove più convincenti della carriera.

L’interesse viene presto ricambiato dalla scrittrice, la quale decide di fare del suo nuovo libro una biografia di Jarvis così da poter chiarire il sospetto che possa aver commesso un omicidio per lei. A questo si aggiunge la visita notturna di un agente dell’FBI particolarmente sbronzo, che cercava di metterla in guardia dal continuare a frequentarlo.

Sebbene lo svolgimento di The Beast in Me non sia pensato per sorprendere lo spettatore o disattendere qualche aspettativa, esso è funzionale a coinvolgerlo, avvicinandolo ai personaggi – tutti antieroi, tutti violenti, tutti moralmente ambigui – per poi rivelarne il lato più oscuro e violento. Per questo diventano fondamentali gli interpreti. Innanzitutto i due protagonisti, ma è giusto menzionare anche Jonathan Banks, capace di lavorare costantemente per sottrazione senza perdere nulla della sua forza espressiva.

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