Film
Michael Mann
Ferrari
-
Nicola Rakdej
- 30 Agosto 2023
L’automobile e il cinema hanno molti punti in comune, primo tra tutti il movimento (che si trova nelle fondamenta di entrambi), e questo rende la prima un soggetto perfetto per la rappresentazione cinematografica. Non a caso sono molti i cineasti che nel corso della storia si sono cimentati nella difficile realizzazione di film sul tema delle corse automobilistiche: adrenalina, sfida, fatica, competizione, rivalità, sacrificio, pericolo, umanità, vittoria… elementi che da sempre affascinano il grande pubblico e che, in qualche modo, sono condivisi da quasi tutti gli altri generi cinematografici. Impossibile fare un breve riassunto di questo ramo della storia del cinema, ma possiamo comunque notare che negli ultimi anni Hollywood si è riscoperta timidamente interessata al soggetto delle gare automobilistiche.
Tralasciando i documentari, si pensi a Rush di Ron Howard (2013), Le Mans ’66 – La grande sfida (Ford v Ferrari) di James Mangold (2019) o al prossimo Gran Turismo di Neill Blomkamp (2023). La cosa curiosa è che i primi due sono accomunati dalla presenza di Enzo Ferrari, fondatore dell’omonima casa automobilistica (1947 a Maranello, Modena).
Enzo Ferrari è una figura di indubbio fascino, un fascino che travalica i confini nostrani e fa strano che il cinema italiano non sia stato ancora in grado di rendergli merito. L’unico nostro prodotto dedicato a Ferrari è una miniserie televisiva in due puntate, andata in onda nel 2003 su Canale 5: in Ferrari di Carlo Carlei era Sergio Castellitto a vestire i panni dell’imprenditore modenese. Allora, sapendo quanto sono bravi gli americani a “saccheggiare” le storie altrui, bisogna accontentarci di quello che viene oltreoceano. Ecco che, in aggiunta ai film sopracitati, in concorso alla 80° Mostra del Cinema di Venezia arriva l’attesissimo e preannunciatissimo Ferrari di Michael Mann, che ritorna dietro la macchina da presa a distanza di otto anni da Blackhat (2015).
È l’estate del 1957. Dietro lo spettacolo della Formula 1, l’ex pilota Enzo Ferrari (Adam Driver) è in crisi. Il fallimento incombe sull’azienda che lui e sua moglie Laura (Penélope Cruz) hanno costruito da zero dieci anni prima. Il loro matrimonio si incrina con la perdita del loro unico figlio Dino. Ferrari lotta per riconoscerne un altro, avuto con Lina Lardi (Shailene Woodley). Nel frattempo la passione dei suoi piloti per la vittoria li spinge al limite quando si lanciano nella pericolosa corsa che attraversa tutta l’Italia: la Mille Miglia
sinossi
Ferrari è stato scritto da Tory Kennedy Martin, il quale ha preso ispirazione dalla biografia (inedita in Italia) Enzo Ferrari: The Man and the Machine scritta da Brock Yates (1991). Come si può intuire dalla sinossi, il cast è composto principalmente da attori non italiani, attori che – tra l’altro – non è la prima volta che interpretano personalità italiani: Adam Driver è stato Maurizio Gucci in House of Gucci di Ridley Scott (2021), mentre Penélope Cruz è stata Donatella Versace nella miniserie American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace di Ryan Murphy (2018). Comunque, al fianco di Driver e Cruz, troviamo Shailene Woodley, Patrick Dempsey, Jack O’Connell, Sarah Gadon e Gabriel Leone.
Il primo teaser trailer di Ferrari dà un piccolo assaggio di quello che sarà il film, diviso tra sequenze al cardiopalma e flashback sulla vita del protagonista, tra il rapporto complicato con la moglie Laura e quello con l’amante Lina, tra la carriera imprenditoriale di Enzo e scorci su paesaggi italiani mozzafiato. Queste prime immagini confermano l’idea che il soggetto, di per sé molto cinematografico, è pane per i denti di Michael Mann, un grande autore che ha fatto del dramma e dell’adrenalina dei marchi di fabbrica (basterebbe citare Heat – La sfida, 1995, o Collateral, 2004). Alla fine, una frase di Enzo Ferrari rivolto al suo pilota: «se sali su una delle mie auto, ci sali per vincere».
Molto tempo prima di girare Ferrari, ho avuto l’opportunità di camminare nelle stanze della casa di Enzo, vedere i suoi diari, conoscere le sue abitudini, meravigliarmi della carta da parati nella camera da letto in cui Laura ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, fare delle domande al loro medico, incontrare la nipote di Lina, capire il suo modo di fare e la sua modernità, sedermi sulla poltrona da barbiere di Enzo, camminare sui marciapiedi del suo quartiere e abitarci, esplorare le luccicanti parti meccaniche di un motore Lampredi V12 e le sculture dei modelli da corsa degli anni Cinquanta e, cosa più importante, interagire con il figlio di Enzo, Piero, da cui ho imparato e assorbito così tanto. Ho cercato di far rivivere le passioni e il fascino di Enzo, la sua arguzia pungente, la devastante perdita del figlio, le sfuriate teatrali, il bisogno di un rifugio emotivo, la tragedia, la monumentale scommessa su una singola gara e la lotta per la sopravvivenza: tutti elementi che sono entrati in collisione in quattro mesi del 1957.
Michael Mann, dal sito ufficiale della Biennale
Dalle numerose pre-interviste sappiamo che l’idea di questo progetto risale ai primi anni Duemila, a quando Michael Mann iniziò a discuterne con Sidney Pollack. Poi il film è ritornato nella mente del regista nel 2015, dopo l’uscita di Blackhat, e venne preso in considerazione Christian Bale nel ruolo di Enzo Ferrari (le riprese doveva partire l’anno successivo). In seguito, dopo l’abbandono di Bale, era stato coinvolto Hugh Jackman e Noomi Rapace (Laura), i quali rinunciarono alle parti nel 2021.
Ferrari uscirà nelle sale italiane il 30 novembre 2023. A proposito di Michael Mann, su SA potete recuperare la recensione di Nemico Pubblico – Public Enemies (2009), film basato sulla vita dei criminali John Dillinger, Baby Face Nelson e Charles Arthur Floyd alias Pretty Boy Floyd (attivi durante la Grande Depressione americana).
Filmografia
Trailer
Voti
Vota
Amazon
