Film
Noah Baumbach
Jay Kelly
-
Jacopo Fioretti
- 16 Dicembre 2025
Per la terza volta di fila Noah Baumbach si presenta al festival del cinema di Venezia con una pellicola prodotta da Netflix, ribadendo la sua posizione di autore a metà tra streaming e ambizioni da sala, tanto creative, quanto distributive. Una conferma dunque, che però purtroppo riguarda anche l’iter negativo in cui è caduto con Rumore Bianco.
Jay Kelly infatti è una pellicola che sembra essere solo un more of the same di numerose altre e, cosa ben più grave, priva del mordente o della personalità che ha sempre accompagnata il cineasta in passato. Qualità che hanno lasciato il posto ai dettami dell’algoritmo, sia dal punto di vista della scrittura che da quello formale.
A fare la voce grossa c’è solo George Clooney, perfettamente a suo agio in un ruolo che solo apparentemente dovrebbe metterlo in crisi, ma che in realtà lo assolve da ogni punto di vista, mettendo al suo completo servizio il percorso di un personaggio che è sulla carta una sorta di pseudo specchio distorto. Ne fa le spese addirittura anche Adam Sandler, che meriterebbe più spazio.
La stagione dei dubbi riguardo il momento di carriera del regista di New York è ufficialmente aperta reo di non saper divincolarsi dall’angolo tra streaming e vane ambizioni festivaliere in cui si è messo ormai da otto anni. Oppure, semplicemente, non avere più interesse a provarci.
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