Film

Jane Campion

Il potere del cane

1 Dicembre 2021 Australia Nuova Zelanda drammatico

Il potere del cane è il film che segna il ritorno alla regia di Jane Campion a più di dieci anni dall’ultima volta, con il film Bright Star del 2009. Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Thomas Savage, il film si avvale di un cast di prim’ordine che conta Benedict Cumberbatch, Kirsten Dunst, Jesse Plemons e Kodi Smit-McPhee.

Presentato alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia, la pellicola ha ottenuto il Leone d’Argento per la miglior regia ed è stata distribuita in maniera limitata in alcune sale statunitensi a partire dal 17 novembre 2021. In Italia, Il potere del cane è approdato direttamente in streaming il 1° dicembre 2021. Nell’edizione 2022 dei Golden Globe il film si è aggiudicato i premi come miglior film drammatico, miglior regista a Jane Campion e miglior attore non protagonista a Kodi Smit-McPhee.

Dotato della compostezza classica e della freddezza narrativa che da sempre contraddistingue il lavoro della regista neozelandese, Il potere del cane è stato inserito in svariate liste dei migliori film del 2021 stilate dalle più celebri testate cinematografiche, che hanno lodato oltre alla regia della Campion anche le magnifiche interpretazioni del cast e la colonna sonora minimalista di Jonny Greenwood.

Sinossi: «Montana, 1924. Tra le pianure selvagge del vecchio West, a cui fa da sfondo una collina rocciosa che ha la forma di un cane in corsa, sorge il ranch più grande dell’intera valle, il ranch dei fratelli Burbank. Phil e George Burbank, pur condividendo tutto da più di quaranta anni, non potrebbero essere più diversi. Alto e spigoloso, Phil ha la mente acuta, le mani svelte e la spietata sfrontatezza di chi può permettersi di essere se stesso. George, al contrario, è massiccio e taciturno, del tutto privo di senso dell’umorismo. Insieme si occupano di mandare avanti la tenuta, consumano i pasti nella grande sala padronale e continuano a dormire nella stanza che avevano da ragazzi, negli stessi letti di ottone, che adesso cigolano nella grande casa di tronchi. Chi conosce bene Phil ritiene uno spreco che un uomo tanto brillante, uno che avrebbe potuto fare il medico, l’insegnante o l’artista, si accontenti di mandare avanti un ranch. Nonostante i soldi e il prestigio della famiglia, Phil veste come un qualsiasi bracciante, in salopette e camicia di cotone azzurra, usa la stessa sella da vent’anni e vive nel mito di Bronco Henry, il migliore di tutti, colui che, anni addietro, gli ha insegnato l’arte di intrecciare corde di cuoio grezzo. George, riservato e insicuro, si accontenta di esistere all’ombra di Phil senza mai contraddirlo, senza mai mettere in dubbio la sua autorità. Ogni autunno i due fratelli conducono un migliaio di manzi per venticinque miglia, fino ai recinti del piccolo insediamento di Beech, dove si fermano a pranzare al Mulino Rosso, una modesta locanda gestita dalla vedova di un medico morto suicida anni prima. Rose Gordon, si vocifera a Beech, ha avuto coraggio a mandare avanti l’attività dopo la tragica morte del marito. Ad aiutarla c’è il figlio adolescente Peter, un ragazzo delicato e sensibile che, con il suo atteggiamento effeminato, suscita un’immediata repulsione in Phil. George, invece, resta incantato da Rose, al punto da lasciare tutti stupefatti chiedendole di sposarlo e portandola a vivere al ranch, inconsapevole di aver appena creato i presupposti per un dramma che li coinvolgerà tutti».

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