Film

Jacques Audiard

Emilia Pérez

Emilia Pérez - poster
9 Gennaio 2025 Francia drammatico

Poteva cadere nei facili stereotipi di un paese che affianca la passione, la gioia di vivere, a un dolore imperituro e una sofferenza nascosta tra le mura di casa. Eppure, Emilia Pérez va oltre i topoi del racconto generalista, fotografando ferocemente il presente, imprimendolo su un nastro di celluloide insignito di danza e musica. I pensieri affidati al comparto dialogico non bastano; i pensieri per colpire e denunciare un substrato nazionale intaccato di corruzione, criminalità, spari e corpi occultati, devono vestirsi di canto. Così facendo si crea un contrasto profondo, uno scarto tra brani ritmati, e un messaggio di profonda condanna che creano uno shock nello spettatore, gettandolo appieno nei meandri di un mondo ammantato di Eros e Thanatos, passione e morte, redenzione e condanna.

Diretto da Jacques Audiard, Emilia Pérez vive sullo stesso processo di ribaltamento dei canoni del genere che il regista aveva precedentemente attuato nel campo del western con I fratelli Sister. Ma adesso i cappelli su corpi pronti a sparare lasciano spazio a danze dove le coreografie si fanno portatori di morte, o di anime ormai assuefatte da un dolore che cerca comunque di fuoriuscire, dando voce a un paese in ginocchio che nonostante tutto balla, canta, chiede aiuto.

A farsi portatrice di questo grido di rivalsa personale e nazionale è quella Emilia che presta il proprio nome all’opera che la racconta. All’anagrafe Juan “Manitas” Del Monte (Karla Sofía Gascón) Emilia lascia alle spalle il mondo criminale a cui appartiene per nascita, per rinascere sotto nuove spoglie e in quel corpo femminile che sento suo e che vuole a tutti i costi. Aiutata dall’avvocato Rita Mora Castro (Zoe Saldana) la protagonista libera così se stessa nello stesso modo in cui tenta di liberare Città del Messico dagli spettri del suo passato, restituendo corpi di uomini e donne abbandonati, nascosti, “desaparecidos“.

Lo fa sfruttando la solidarietà femminile, lo fa danzando, lo fa rendendo la sua esistenza un palcoscenico dove tutto diventa teatro. Un teatro della rinascita, della morte, del tradimento, come quello subito e attuato dalla moglie Jessi (Selena Gomez) illuminato da una luce che abbaglia le sue protagoniste, per ammantare il resto in un buio di nefasto presagio, di una morte che avanza, per tutto inglobare e tutto nascondere.

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