Film
Paola Cortellesi
C’è ancora domani
-
Carmen Palma
- 13 Novembre 2023
Un film sulla forze delle donne che ha tutto l’entusiasmo di un’opera prima: è C’è ancora domani, il debutto alla regia di Paola Cortellesi con Valerio Mastandrea, Emanuela Fanelli, Giorgio Colangeli e Vinicio Marchioni. Una storia nata grazie ai racconti della nonna e della bisnonna, in una Roma del 1946 alla vigilia del referendum istituzionale.
In questo dramedy in bianco e nero protagonista è Delia (interpretata dalla stessa Cortellesi), moglie del violento Ivano e madre di tre figli. In un mondo in cui le strade sono ancora pattugliate dagli angloamericani, Delia soffre il destino di troppe donne della sua epoca: è maltrattata e umiliata, fa da infermiera al suocero e lavora saltuariamente in vari negozi cittadini. Tutto cambia quando la donna riceve una misteriosa lettera che potrebbe dare una svolta alla sua vita. E non solo la sua. È un film che racconta, con spirito moderno, tematiche (ahimé) ancora attuali.
Quello di C’è ancora domani è un microcosmo di maschere e caricature, in cui ognuno gioca un ruolo ben definito: la figlia maggiore insofferente, il suocero burbero e volgare, il marito orco, le vicine chiassose, l’amica del mercato e così via. Ad essere caricaturali sono soprattutto gli uomini, in particolare il marito-padrone, e ciò forse non è il risultato di una scrittura pigra, ma una scelta ben precisa: se da un lato emerge che anche lui è “vittima”, in un certo senso, dell’educazione di un uomo ben radicato nella cultura patriarcale, dall’altro è chiaro che l’interesse di Paola Cortellesi non è esplorare le radici di una violenza sistemica, ma i suoi effetti. È porre l’attenzione sulle vittime, insomma. E, a ben pensarci, è anche il modo di evitare un approccio che, al netto dello spirito leggero del film, rischierebbe di rendere Ivano una figura quasi simpatica. Questo pericolo è largamente evitato, perché il personaggio di Mastandrea ne esce fuori come un uomo sentimentalmente analfabeta e fuori controllo, come l’ostacolo che l’eroina deve superare verso la sua meta finale. Una meta molto, molto importante.
Il film ha avuto un’eccezionale risonanza mediatica con diversi record raggiunti. Al 13 novembre 2023 il film ha incassato 12,9 milioni di euro, divenendo il film italiano con il più alto incasso dalla pandemia, con oltre un milione e mezzo di biglietti venduti, superando il film di Aldo, Giovanni e Giacomo Il grande giorno.
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