Morgan
Morgan a Musicultura (still, 2023)

No, Morgan, “2HB” non è una canzone di Brian Eno

Il brano del 1972, contenuto nell’omonimo esordio dei Roxy Music, è stato eseguito dall’ex Bluvertigo durante la puntata del 12 aprile del suo programma StraMorgan. Ed è, come è facile verificare, stato scritto e interpretato da Bryan Ferry.

Oh, I was moved by your screen dream / Celluloid pictures of living / Your death could not kill our love for you”. Quarta traccia dell’omonimo esordio dei Roxy Music, 2HB chiude atmosfericamente il lato A di quell’esplosivo pezzo di vinile che, cinquantuno anni fa, sfigurò il volto macho del rock (inglese anzitutto, ma non solo) con una deflagrazione di dirompenti e accesissimi colori, una sovversione vera e propria che, nel nome dell’arte e dello stile, tracciò una nuova e scintillante via verso inesplorati orizzonti futuribili.

Glam rock, lo chiamarono, mettendo Bryan Ferry & co. – non a torto, per carità – nello stesso calderone di Ziggy Stardust, Gary Glitter, Slade, Marc Bolan e compagnia glitterata; ma in realtà quei cinque alieni vestiti di plastica colorata, dalle acconciature oltraggiose e sessualmente ambigui furono tante (altre) cose insieme, da cui nacquero tantissime (altre) cose dopo, negli anni e decenni a venire. Furono, per dire, autenticamente progressive; eppure sono giustamente ricordati come i padrini della new wave. E così via.

2HB non è una targa o un codice postale di Londra, ma sta per “To Humphrey Bogart”. È proprio il divo di Casablanca il protagonista dello screen dream che segnò a vita un giovanissimo Bryan Ferry, che dopo averlo visto sul grande schermo lo elesse a suo idolo intramontabile, celebrandolo in una canzone. Bryan Ferry, che del cool, dell’eleganza e dello stile ha fatto cifra estetica assoluta, partendo proprio da quel modello bogartiano, e incarna ancora oggi un totale e inarrivabile per qualsiasi epigono (a partire da quel Tony Hadley ospitato proprio da Morgan, per dirne uno). Bryan Ferry, che suona divinamente il piano elettrico Hohner Planet N, che caratterizza il sound di tutto il brano e, sul finale, si dissolve in timbri, ritmi e frequenze alla Terry Riley. Bryan Ferry, che ha cantato e scritto 2HB. Non Brian Eno.

Perché tutti sanno che, quando si parla di Roxy Music, c’è una bella differenza tra una “y” e una “i”. Tra chi ha sempre rappresentato l’estetica e l’anima di quel progetto, coadiuvato dagli straordinari Phil Manzanera, Paul Thompson e Andy MacKay, e chi invece, dopo averne fatto parte per una stagione molto breve nella primissima fase di vita (oltre al debutto, partecipò solo a For Your Pleasure del 1973), in veste di “non musicista” e non certo di autore o cantante o strumentista, ovvero trattando i suoni elettronicamente, è stato – ed è ancora, vivaddio – semplicemente… Brian Eno.

Lo sanno tutti e lo saprà certo, lo crediamo in buona fede, anche Morgan. Il quale, avendo l’enorme opportunità di presentare alla Rai e al pubblico generalista (non soltanto al “suo” pubblico, ovvero tutti coloro che lo idolatrano e difendono a spada tratta) la musica di Eno, sceglie improvvidamente non solo qualcosa dei Roxy Music (che rappresentano solo una piccolissima e, alla luce di tutto, poco significativa – per quanto formativa e pioneristica – parte della sua immensa opera), ma la canzone di Bryan Ferry forse più Bryan Ferry tra tutte le canzoni di Bryan Ferry: dal testo, all’inflessione vocale, all’estetica evocata esplicitamente, eccetera eccetera. 2HB = Humphrey Bogart = Bryan Ferry. Dai. Non è difficile.

Sì, Morgan, abbiamo capito che ti serviva un aggancio a Brian Eno perché volevi fare un parallelismo tra lui e il Maestro Franco Battiato, a cui hai dedicato l’intera puntata. Potremmo anche dire che c’erano, possibilmente, altri modi con cui avresti potuto impostare quel parallelismo, sacrosanto e interessantissimo e ancora non del tutto esplorato dalla critica, magari partendo da interessi filosofici in comune, o da affinità/divergenze tra i due nell’esplorare un tipo di forma canzone altra nell’ambito del pop, per dire (Taking Tiger Mountain By Strategy e L’Era del Cinghiale Bianco si possono suonare side to side? O forse meglio Before And After Science e Patriots?) …  non certo profondendoti a lungo su imbarazzanti giochini di parole da scuola media (aggiungi a un nome il suffisso -ino e avrai tutti i parenti di.. Brian Eno. Ma davvero? Ma davvero? Sono allibeatles).

No, Morgan, 2HB non è una canzone di Brian Eno. Baby’s On Fire, come ben sai, lo è. Potevi suonare quella. O, facile: By This River: anche il pubblico generalista di Rai2 la conosce bene, grazie a Nanni Moretti.  O, se volevi omaggiare proprio i Roxy Music, bastava fare un attimo di contesto e non dire che sono il gruppo di Brian Eno. Perché, al di là delle buone intenzioni e della sincera passione che ti animano, c’è differenza tra il fare del circo televisivo in maniera un po’ confusa e approssimativa, e fare divulgazione musicale di spessore, intrattenendo con leggerezza e intelligenza. C’è differenza. Come tra una “y” e una “i”.

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