Adult, focused darkness

The Soft Moon è nato come progetto estremamente introspettivo. A livello di registrazione, hai fatto nuovamente più o meno tutto per conto tuo anche per il nuovo album, Zeros? O questa volta hai preferito spostarti dalla tua “cameretta” allo studio?

Ho scelto di scrivere anche il grosso di Zeros per conto mio e a porte chiuse, eppure questa volta ho finito per portare tutto il materiale che avevo registrato e prodotto (a metà) in uno studio professionale per espanderlo ulteriormente. The Soft Moon resta un progetto introspettivo e sempre lo sarà, in quanto le mie intenzioni sono tuttora quelle di guardarmi dentro per ragioni terapeutiche, così come di esprimere la mia creatività e le mie sensazioni.

Che diresti della tua nuova musica? Dalle due canzoni di lancio, Die Life e Insides, mi è parso che dal punto di vista sonico tu abbia voluto prenderti un altro disco per portare ancora avanti il tuo discorso. Ma qualcosa è cambiato in termini di mood o punto di vista magari?

Credo la differenza principale sia che Zeros tratta di prospettive della vita attraverso gli occhi e le orecchie del me stesso adulto, mentre invece il primo disco puntava alla riscoperta dell’infanzia che mi sembrava di avere rimosso, oscurato. Approcciarmi a Zeros come adulto mi ha portato ad essere molto più focalizzato e preciso. Ho sentito di avere molto più controllo che in precedenza nello sviluppo di questo disco ed allo stesso tempo di poter continuare a lasciare che le cose semplicemente venissero da sè.

Hai collaborato con l’ex-cantante degli Ultravox John Foxx e la sua band, the Maths, per il 7” Evidence che è uscito sempre per Captured Tracks lo scorso giugno. Come sei finito a lavorare con lui? Come è stato? Che hai ricevuto da questa collab in termini di esperienza/trucchi del mestiere?

John Foxx mi ha contattato un paio d’anni fa proponendomi una possibile collaborazione. Tutt’oggi non so bene come avesse scoperto The Soft Moon. In ogni caso, poco dopo che mi contattò, io e la band avevamo uno show fissato a Londra, così lo misi in lista per discuterne nel backstage. Pochi mesi dopo il nostro incontro mi mandò qualcosa su cui lavorare: una sequenza interessantissima che aveva creato usando uno dei miei sintetizzatori preferiti, l’Arp Odyssey. Dal canto mio, avendo amato alla follia il suo primo album, ho deciso di spingere in quella direzione, sperando di echeggiare un qualche tipo di nostalgia per entrambi e allo stesso tempo di creare qualcosa di fresco. Dopo una serie di back and forth di rispettive idée siamo alla fine arrivati ad aver per le mani un pezzo incredibile. Ciò che ho guadagnato da questa esperienza è stata la realizzazione di non essere poi davvero il lupo solitario che pensavo e quindi effettivamente di poter lavorar bene con altre persone.

Ho notato che il nuovo album uscirà il giorno prima di Halloween, esattamente come fu per l’EP dello scorso anno, Total Decay. Questo non è altrettanto valido per il tuo s/t del 2010 ma immagino possa magari essere perchè all’epoca non avevi lo stesso controllo del tuo progetto che puoi vantare ora. Per cui ti chiedo: è una sorta di via figurata che ti sei scelto per incanalare e rilasciare le atmosfere tetre, l’oscurità e le paure che stanno in piedi con la tua musica dove popolarmente appergono?

Total Decay doveva in realtà uscire esattamente per Halloween. Per qualche ragione non ho preso l’EP tanto seriamente quanto i full-lenght ed è per questo che mi è stato bene venisse rilasciato in corrispondenza di tale festività, mentre in un’altra situazione tale mossa mi avrebbe fatto sentire piuttosto “fasullo”. In ogni caso per quella release il timing era corretto e mi sembrò una buona idea. Il fatto che Zeros esca in data similare è una coincidenza. La scelta riguarda piuttosto il lanciarlo in autunno, in quanto sento le sue sonorità come particolarmente adatte per questa stagione. Ma hai ragione: ironicamente [quella delle uscite sotto Halloween] potrebbe diventare una vera e propria tradizione per The Soft Moon.

Parlando di touring, dobbiamo onestamente ammettere che il tuo concerto dello scorso anno a Bologna fu ben lungi dall’essere pubblicizzato a dovere. È andato così male in termini di risposta del pubblico da averti convinto a saltare a piedi pari l’Italia nella tua prossima tour-leg europea? O hai in programma di tornare comunque presto a farci visita?

A dir la verità, quella data mi piacque molto e anzi finì per diventare uno dei miei personali highlight di quel tour. L’affluenza è stata persino migliore di quanto mi aspettassi, considerando che prima di allora non avevo mai sentito parlare di Bologna. Inoltre, nonostante sia vero che i sold-out si fecero a Milano e Roma, fu effettivamente in occasione di quella performance che ho percepito la connessione più forte col pubblico. Sarò di ritorno in Italia a Marzo 2013!

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