Album

Idols

20 Giugno 2025 pop rock

A tre anni dal disco omonimo — debutto al primo posto nel Regno Unito, sesto in Italia, accoglienza più fredda negli Stati Uniti — e dopo endorsement di peso (ma anche di facciata) come quello di Mick Jagger, che lo elogiò assieme al suo gemello diverso Machine Gun Kelly, Yungblud pubblica Idols: ambizioso doppio album che dovrebbe certificare la sua maturazione personale e artistica, avvicinandolo a chi, forzatamente (eufemismo), lo ha accostato al figlio illegittimo di David Bowie o Billie Joe Armstrong.

Dominic Harrison, da Doncaster, addominali scolpiti e trucco da Il Corvo ultima maniera, si è costruito una carriera sfruttando la patina di generi come punk, glam e britpop, lanciando messaggi contro la mascolinità tossica. Lo ha fatto attraverso un immaginario sonoro e visivo da caption Instagram, tra citazioni d’accatto e pose da maledetto. Idols non fa eccezione: Hello, Heaven, Hello gioca la carta del pezzo-manifesto (dura più di nove minuti!) tra orchestrazioni à la Verve e retorica salvifica; Lovesick Lullaby mescola derive glam e falsetti anni ’70; mentre Zombie, ballata pseudo-epica da manuale Coldplay, punta tutto sul crescendo e sulla patina cinematica.

Il problema non è la confezione: è il vuoto che si intravede dietro l’ambizione. Questo quarto disco suona come un esercizio di stile travestito da confessione. Harrison cerca di elevare la propria voce proprio mentre sembra averla smarrita: nella rincorsa a una classicità posticcia, perde di vista ciò che potrebbe rendere il suo personaggio disturbante, esagerato, vivo.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Hello Heaven, Hello
  • 2 Idols Pt. I
  • 3 Lovesick Lullaby
  • 4 Zombie
  • 5 The Greatest Parade
  • 6 Change
  • 7 Monday Murder
  • 8 Ghosts
  • 9 Fire
  • 10 War
  • 11 Idols Pt. II
  • 12 Supermoon
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