Album
Yungblud
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Edoardo Bridda
- 3 Settembre 2022
Indicato, assieme a Machine Gun Kelly, come possibile futuro rappresentante del rock da Mick Jagger, Yungblud sta al genere come Olivia Rodrigo sta al grunge: una patina teen-pop difficile da scrollare di dosso rende vana qualsivoglia ricerca di credibilità anche nella terza fatica dell’inglese, che si è presentato al mondo nel 2018 con l’agghiacciante 21st Century Liability.
A ben vedere il singolo di lancio – e primo brano in tracklist – The Funeral (in pratica un incrocio per la TikTok-generation tra Billy Idol e My Chemical Romance) non è malvagio e rientra senza dubbio tra le canzoni meno irritanti del repertorio di Yungblud, ma è davvero complicato andare oltre senza pensare di dover rivalutare – in confronto – persino la seconda ondata pop-punk di inizio anni Zero. Un pastiche pseudo-rock creato ad arte per un pubblico inconsapevole/incolpevole che per certi versi va in linea con la seconda fase di Achille Lauro. In Memories troviamo WILLOW, ormai persa inesorabilmente all’interno di questa wave (vedi anche emo girl con MGK e Lately I Feel Everything).
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