Album

The Endless Coloured Ways: The Songs of Nick Drake

7 Luglio 2023 pop rock psych folk

Nato da un’idea di Cally Callomon, manager della Nick Drake Estate, e Jeremy Lascelles, co-fondatore di Blue Raincoat Music e CEO di Chrysalis Records, The Endless Coloured Ways – The Songs Of Nick Drake è il doppio album tributo al canzoniere di Nick Drake, indimenticato folksinger a cui abbiamo dedicato un ampio approfondimento di carriera su queste pagine.

La lista degli artisti coinvolti è estremamente varia, così come altrettanto variegati sono gli arrangiamenti scelti dai protagonisti per omaggiare il musicista di Tanworth-in-Arden. Della compila, pubblicata il 7 luglio erano già noti alcuni estratti a partire da quello chiacchierato dei Fontaines Dc che per ‘Cello Song avevano pensato a un boogie diddleyiano urbano e incalzante mantenendo comunque il riff principale e la radice agreste e intimista della canzone.

Quella degli irlandesi non è la sola versione audace tra quelle presenti in tracklist: le Let’s Eat Grama trasformano From The Morning nella loro With Or Without You, John Parish e Aldous Harding mettono il motorik e lo spirito dei CAN a Three Hours, Emeli Sandé cala One Of These Things First nella Londra di Amy Winehouse, Feist e Famous Blue Cable reinventano River Man come una fiaba soul, Liz Phair mette i 90s dentro a Free Ride e, infine John Grant che mettendoci i suoi fantasmi dentro a Day Is Done la trasforma in un requiem sintetico.

Più fedeli, ma con una loro personalità, le letture di Mike Lindsay con il cantante degli Elbow Guy Garvey (il late night jazz alla maniera dei Lambchop di Saturday Sun), Camille (il neo folk di Hazey Jane II), Stick in the Wheel (il trattamento witch house di Parasite), Craig Armstrong e Self Esteem (la cine-psych-chamber di Black Eyed Dog), Skullcrusher e Gia Margaret (il drone folk di Harvest Breed), AURORA (una versione nordica di Pink Moon), Joe Henry e Meshell Ndegeocello (il confidenziale jazzy di Time Of No Reply) e Philip Selway dei Radiohead (il folk impressionista e “preparato” di Fly).

Tra l’impalpabile e il senza infamia né lode, i contributi di Bombay Bicycle Club e The Staves (Road) e David Gray (il mainstream folk contemporaneo di Place To Be). Fin troppo telefonati gli apporti di Ben Harper (la versione dylaniana e old time music di Time Has Told Me), Karine Powart e Kris Drever (l’inevitabile trattamento “indie” taylorswiftiano di Northern Sky), Nadia Reid (l’hippy folk rock di Poor Boy) e Katherine Priddy (il folk cinematico per archi e batteria programmata di I Think They’re Leaving Me Behind). Un lavoro nel complesso dignitoso, salvato soprattutto dalle letture più particolari.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 The Wandering Hearts – Voice From A Mountain (prelude)
  • 2 Fontaines DC – ‘Cello Song
  • 3 Camille – Hazey Jane II
  • 4 Mike Lindsay feat. Guy Garvey – Saturday Sun
  • 5 Bombay Bicycle Club and The Staves – Road
  • 6 Let’s Eat Grandma – From The Morning
  • 7 David Gray – Place To Be
  • 8 John Parish and Aldous Harding – Three Hours
  • 9 Stick In The Wheel – Parasite
  • 10 Ben Harper – Time Has Told Me
  • 11 Emeli Sandé – One Of These Things First
  • 12 Karine Polwart and Kris Drever – Northern Sky
  • 13 Craig Armstrong feat. Self Esteem – Black Eyed Dog
  • 14 Bombay Bicycle Club and The Staves – Road (reprise)
  • 15 Nadia Reid – Poor Boy
  • 16 Christian Lee Hutson feat. Elanor Moss – Which Will
  • 17 Skullcrusher and Gia Margaret – Harvest Breed
  • 18 Katherine Priddy – I Think They’re Leaving Me Behind
  • 19 AURORA – Pink Moon
  • 20 Joe Henry and Meshell Ndegeocello – Time Of No Reply
  • 21 Feist – River Man
  • 22 Liz Phair – Free Ride
  • 23 Philip Selway – Fly
  • 24 John Grant – Day Is Done
  • 25 The Wandering Hearts – Voice From A Mountain
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