Album

Deep Dark Blue

5 Aprile 2024 rock post-punk elettronica

R.Y.F., progetto della singer-songwriter e musicista italiana Francesca Morello, esce il 5 aprile 2024 con Deep Dark Blue via Bronson Recordings. L’album segue il successo del precedente Everything Burns, nato nel periodo del lockdown e pubblicato nel 2021, un solido lavoro dance-punk sostenuto da impegno politico, ritmiche di impatto e armonizzazioni trascinanti che ha ricevuto ottimi riscontri anche internazionali (la recensione su queste pagine è di Massimo Onza).

Il nuovo lavoro, creato con software e strumenti analogici e ridefinito con l’aiuto di Maurizio “Icio” Baggio (The Soft Moon, Boy Harsher), vede inoltre Matteo Vallicelli (The Soft Moon, Death Index) alla produzione di alcuni brani. Lo spettro sonoro si amplia, come anticipato da Morello stessa: «L’electro-punk c’è sempre ma nel complesso c’è molto di più, ad assecondare un’estrema varietà di atmosfere. La mia volontà di comporre un album abissalmente blu».

Deep Dark Blue è un album sottomarino, forse è un album addirittura abissale. Il sound è oscuro e attutito, come se ci trovassimo in una sorta di culla, una bolla blu per l’appunto, un cocoon di mare nel quale avvolgersi per rigenerarsi e raggiungere serenità, ma il cui involucro trasmette anche energia
R.Y.F.

Nato sulle rive del mare di Stromboli, Deep Dark Blue affronta anche argomenti come la sofferenza e la guarigione.

A volte succede di vivere momenti di grande sofferenza, nel mio caso arrecati da problemi di salute di mia moglie. Ero “rotta dentro” e non sapevo se sarei tornata uguale a prima. Deep Dark Blue racconta come mi sono sentita e come vorrei ricostruirmi. Parlo tuttora della libertà di amare, per esempio, ma ho avvertito la necessità di parlare anche della sofferenza, perché legata a episodi della mia vita degli ultimi due anni, e ho cercato di farlo anche attraverso l’ironia, nel modo paradossalmente più gioioso possibile. Ha funzionato. Ecco perché questo è anche un album di guarigione
R.Y.F.

Deep Dark Blue si avvale di importanti ospiti che condividono con la protagonista tematiche legate a femminismo queerness e attivismo politico. Troviamo Skin (Skunk Anansie) e Alos (a.k.a. Stefania Pedretti, OvO) ma anche Camae Ayewa in arte Moor Mother, featurer del primo estratto Blue, ombroso e risucchiante, tra groove sottomarino e ritmiche hip hop.

Blue arriva direttamente dal mare di Stromboli, scritta dopo una gita in catamarano. Il brano ruota attorno allo stordimento benefico nell’osservare quel blu intenso, che mi chiamava e risucchiava a sé, e dalla sensazione provata dopo essermi tuffata. Ho pensato che fosse una canzone coinvolgente da mandare a Moor Mother per una collaborazione – amo tutto quello che fa e siamo diventate amiche dopo aver suonato un paio di volte assieme. Il suo contributo testuale è perfetto e il risultato mi ha fatto letteralmente impazzire: ogni volta che l’ascolto e la sua voce si innesta sulla musica non posso fare a meno di sorridere
R.Y.F.

Il secondo singolo estratto, Lies, è accompagnato da un irriverente videoclip diretto da Silvia Maggi, mentre il più recente Can I Can U, un inno dance rock contro l’eteropatriarcato e ogni forma di discriminazione, vanta la collaborazione della succitata Skin.

Can I Can U è nata in risposta ai pregiudizi, alla paura e all’odio che ultimamente si avvertono nell’aria, alla chiusura mentale, alle imposizioni e alla mancanza di dialogo. Ancora una volta, ho sentito l’esigenza di scrivere una canzone che celebrasse l’amore, quello universale con la A maiuscola. Mi sto riferendo all’amore senza vincoli né gerarchie, senza limiti di tempo e spazio, l’amore della condivisione, quello romantico e quello dell’amicizia, con la volontà di difendere le visioni diverse e minoritarie, oltre ovviamente alla mia famiglia e comunità queer. Troppo spesso veniamo trattat* come se incarnassimo una malattia da debellare, in grado di infettare il mondo. Se è così, mi metto in prima linea per spargere la nostra festosa e favolosa malattia contro l’eteropatriarcato e i fanatismi religiosi o politici. L’idea che Skin potesse, insieme a me, dare voce a questo messaggio mi ha folgorato fin dall’inizio della composizione della canzone. Volevo che fosse un pezzo dance, ma con delle chitarre toste, per conferire comunque sia una pennellata di alt-rock, con un messaggio diretto ma gioioso, in linea con il nostro impegno e attivismo. Con questa collaborazione si è realizzato uno dei miei sogni. La nostra amicizia e stima reciproca hanno fatto in modo che avvenisse questa magia. Nel mio cuore, resteranno indelebili gli scambi di idee via messaggio mentre davamo vita a Can I Can U R.Y.F.

Su SA potete recuperare anche un’intervista sempre a cura di Massimo Onza.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Blue (feat. Moor Mother)
  • 2 Lies
  • 3 Can I Can U (feat. Skin)
  • 4 Droplets
  • 5 Run Run Run
  • 6 Violent Hopes
  • 7 December 25th
  • 8 Smash & Destroy
  • 9 Sirene
  • 10 Deep Dark (feat. Alos)
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