Album

A Foul Form

Osees
12 Agosto 2022 rocknroll psych punk garagerock

Arrivato dopo tre dischi pubblicati nel 2020, il nuovo album degli Osees abbandona le sperimentazioni prog-psichedeliche per della «feccia punk da far crepare il tronco cerebrale». E c’è da credere al frontman John Dwyer, A Foul Form, pubblicato il 21 agosto 2022 via Castle Face, è composto da 22 minuti di musica punk fin nel midollo.

Questo è un omaggio alle band punk con le quali siamo cresciuti. Agli strambi art freak che hanno stuzzicato i nostri interessi e ci hanno indicato il sentiero del qui e ora. A Foul From esprime alcuni dei nostri istinti più selvaggi e primordiali.
John Dwyer

Nove originali e una cover, Sacrifice, dell’anarcho-punk band britannica Rudimentary Peni, accompagnati da una perspicace presentazione di mister Henry Rollins in persona.

Gli Osees rimangono straordinariamente aperti agli stimoli che li ispirano costantemente a fare buona musica. Cosa ha motivato la band a produrre questa musica iperconcentrata in poco meno di 22 minuti di densità meteorica e punkazoidale? Una domanda mediocre nella migliore delle ipotesi quando si parla degli Osees, una band che senza farsi troppe domande segue semplicemente il proprio gusto e l’ispirazione del momento. A Foul Form è un ottimo giro di boa dopo gli album del 2020, Metamorphosed, Panther Rotate e Protean Threat. Un potenziale indicatore delle ispirazioni alla base del disco è la traccia finale, una cover di Sacrifice dei Rudimentary Peni, contenuta nell’EP Farce del 1982. Un modo appropriato per far esplodere questa bomba.
Henry Rollins

Il disco è anticipato da due estratti ben esplicativi della furia lo-fi con cui Dwyer e soci lo hanno composto, ovvero il beach punk in salsa dark di Perm Act e il ruvido e veloce garage’n’roll senza compromessi di Funeral Solution. Quest’ultimo accompagnato dallo schizoide video in bianco e nero diretto da Logan Feser. Ascolto e clip in calce nelle sezioni Streaming e Spotify.

Riguardo agli Osees, sulle nostre pagine potete recuperare, tra le altre, la recensione dell’album Protean Threat del 2020, come anche quella di Metamorphosed uscito lo stesso anno, entrambe a cura di Tommaso Bonaiuti. Su SA potete inoltre rivedere il full streaming integrale del live set del 2021 Levitation Sessions II con le cover dei Chrome, come anche quello di Live at Big Sur dell’anno precedente, contenente le rivisitazioni di iconici brani di Black Flag e Faust.

Sempre nel 2020, l’inarrestabile John Dwyer ha esordito con il primo omonimo lavoro dei Bent Arcana (recensione di Massimo Onza), di cui a settembre arriverà il seguito, l’album dal vivo Live Zebulon.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Funeral Solution
  • 2 Frock Block
  • 3 Too Late For Suicide
  • 4 A Foul Form
  • 5 A Burden Snared
  • 6 Scum Show
  • 7 Fucking Kill Me
  • 8 Perm Act
  • 9 Social Butt
  • 10 Sacrifice
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