Album
Off Course
-
Edoardo Bridda
- 25 Giugno 2026
Gli ultimi quattro sono usciti ad agosto, a distanza di un anno l’uno dall’altro. Quest’anno, con Off Course, si anticipa di un paio di mesi: una trentina di minuti in cui gli Osees mostrano un’altra sfaccettatura del loro garage psych: lo space rock. Nell’orbita di Giove, Saturno e Nettuno si muove la title track, in cui gravitano la ripetizione ipnotica dei primi Hawkwind e il disorientamento cosmico di Astronomy Domine dei Pink Floyd. Nove minuti che bastano a ribadire come anche quest’ultimo lavoro della band di John Dwyer meriti attenzione.
Per il resto, il disco riprende ciò che il gruppo sembra aver amato di più negli ultimi anni: quell’incrocio tra Devo, Can e Gong fatto di synth spaziali, strutture liquide e immaginario da B-movie. HECATE’S REFLECTION IS A TRICK, scritto rigorosamente in caps lock, lo dichiara a caratteri cubitali con un locked groove serrato di basso e batteria attorno al quale si avvitano sciroppi di tastiere, effetti e una fiaba marcia cantata in falsetto.
Se la cavalcata di THE TRICK, con le sue insistenze d’organetto, e i Caraibi metafisici di SYRINGE sono i brani più fedeli all’idea di jam infinita che il gruppo aveva in mente — e anche i meno incisivi — la conclusiva THE BRUTE ON HIS KNEES cala il sipario chiamando beffardamente in causa i Procol Harum. L’equivalente Osees di Sid Vicious che scende la scalinata cantando Sinatra.
Tracklist
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Discografia
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- 1 OFF COURSE
- 2 HECATE'S REFLECTION IS A TRICK
- 3 THE TRICK
- 4 SYRINGE
- 5 THE BRUTE ON HIS KNEES
