Album
The Other Side Of Make-Believe
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sentireascoltare
- 8 Aprile 2022
Al nuovo album gli Interpol stavano lavorando da un po’. Il primo annuncio a riguardo fu nel 2021 e faceva riferimento al fatto che Paul Banks, Daniel Kessler e Sam Fogarino avevano iniziato a riordinare le idee già l’anno precedente. Nel frattempo, sono arrivati alcuni dettagli, sorprendenti influenze (Pet Sounds, i Red Hot Chili Peppers, il John Frusciante di Blood Sugar Sex Magik e del solista Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt) e soprattutto i buoni propositi («Questo potrebbe essere un lavoro fottutamente diverso»).
L’attesa è finita: il disco s’intitola The Other Side Of Make-Believe ed è anticipato da Toni, un singolo/videoclip sbaraglia-carte con Banks nelle inedite vesti di poliziotto newyorchese ripiombato negli anni ’70 di un videoclip à la Spike Jonze.
Da una parte, il disco possiede il sound con il quale abbiamo più confidenza. Ha in sé il cuore e l’anima della band, come se ci fosse scritto il nostro DNA sopra. Dall’altra c’è una parte di me che pensa: “Questo potrebbe essere un lavoro fottutamente diverso”… …Alcune canzoni, in particolare, mostrano dei sentimenti sfacciatamente positivi… …aspirano a qualcosa che ti faccia star bene.
Paul Banks, Rolling Stone
L’uscita del lavoro, il settimo della discografia, è prevista per il 15 luglio 2022 via Matador, e il lead single li ripresenta con un brano non così scuro come avremmo potuto aspettarci dopo due anni di pandemia, anzi. Un giro di piano guida tensioni, calore e un’eleganza se vogliamo à la The National. Il tempo è un fiero 4/4 tipico degli Arcade Fire come dei Nostri, trainato dalla batteria, con chitarra, basso e voce a fare il loro, come il trio sa fare. Seguono, una meditabonda Something Changed guidata da rintocchi al piano e dal drumming spezzato Sam Fogarino e una onirico-romantica Fables.
The Other Side of Make-Believe ha preso forma nel 2020, poi nei primi mesi dell’anno successivo gli Interpol si sono riuniti per lavorare insieme sul nuovo materiale in una casa in affitto sui monti Catskill, prima dei ritocchi finali a Londra, entrando in studio per la prima volta assieme al veterano Flood (Mark Ellis) e ritornando a collaborare con l’ex co-produttore Alan Moulder, ovvero il team responsabile di molti capolavori degli anni ’90, tra cui Mellon Collie & the Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins.
La presenza di Flood serviva ad accentuare le nostre qualità. Noi non abbiamo mai sfruttato i luoghi comuni del rock ‘n’ roll, non abbiamo mai avuto grandi passaggi di batteria o assoli, così lui ha individuato il nocciolo del nostro suono e trovato un modo per ampliarlo.
Interpol
Iniziare a scrivere da soli, peraltro, ha dato alla band l’opportunità di aprire la mente e lasciarsi trasportare.
Siamo riusciti a trarre il meglio da questa situazione. Lavorare da soli è stato forte inizialmente, ma ci ha dato modo di aprire un capitolo del tutto nuovo per noi.
Interpol
Nel successore di Marauder le qualità individuali di ogni singolo membro degli Interpol sono state potenziate e l’edificio sonoro ne risulta rinforzato, con Kessler a progettare l’architettura (immancabilmente componendo davanti a qualche film per trovare l’ispirazione, come fa di solito), Banks ad appendere i quadri e Fogarino a pensare al mobilio.
Il disco è supportato da un tour che parte ad aprile 2022 e li porterà in tutto il mondo, con due speciali date il 14 e 15 giugno alla Roundhouse di Londra e ancora tappe al Rose Bowl Stadium di Losa Angeles e al City Palacio De Los Deportes a Città del Messico.
Su SA l’approfondimento di carriera a loro dedicato è di Valerio di Marco. Sempre su queste pagine trovate le recensioni dell’intera discografia.
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