Album

Kalenda Maya

13 Maggio 2022 cantautori rock

Kalenda Maya è il nuovo album di Femina Ridens, progetto di Francesca Messina condiviso con Massimiliano Lo Sardo (ma in questo disco ci sono anche Alice Chiari al violoncello e Nicola Savelli alle percussioni) che avevamo già messo in evidenza ai tempi del primo, omonimo, disco (2013) e del secondo, Schiaffi (2015), approfondendo poi il suo universo musicale in una intervista dedicata.

In questo nuovo album, rispetto ai predecessori, le cose si fanno un po’ più particolari. Il disco è infatti liberamente ispirato ad alcuni brani contenuti in manoscritti medievali, ovvero canzoni in occitano, italiano volgare, lingua d’oil, galiziano-portoghese e latino, scritte tra il X ed il XIV secolo. Se state pensando a Branduardi, però, lasciate perdere: Messina non è una a cui piaccia la didascalia, e infatti i brani lavorano su un suono «che si fa meno puro», con le influenze medievali che «si aprono al folk rock, ma sono solo richiami: qui tutto è stato amalgamato, mescolato al ritmo ondeggiante ed impetuoso che trasporterà l’ascoltatore in nuove storie».

«Kalenda Maya prende forza da ritmiche marziali, armonie vorticose e chitarre indiavolate – si legge infatti nel comunicato stampa che accompagna l’album – spalancando nuovi orizzonti psichedelici. Un’attenta combinazione di strumenti antichi e moderni amplifica l’energia grezza che ispirava la musica profana. Il dialogo tra la natura e il soprannaturale che risuona in questi canti si fa vettore di immaginazione ed offre all’ascoltatore un ponte tra passato e futuro».

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