Album

Honey

4 Ottobre 2024 dance-pop

Honey!, sesto album in 25 anni di carriera, non fa eccezione. Se la musica di Caribou non ha perso freschezza, smalto e inventiva nel tempo, lo si deve principalmente allo stato d’animo con cui viene composta.

Dopo tutti questi anni, il compositore e produttore canadese riesce ancora a far scattare la scintilla dentro di sé, a inseguire – e puntualmente trovare – l’emozione della scoperta, quel momento esatto in cui qualcosa colpisce davvero forte. Ricavare un groove da un frammento di musica ‘rubata’, immaginarci un ritmo che prima non esisteva, trasformare semplici bozzetti in qualcosa che ancora gli fa rizzare i peli sulle braccia è una sensazione che non ha mai perso e di cui continua a sorprendersi.

Iniziare la giornata senza niente e (finire la maggior parte dei giorni senza niente di buono, ma occasionalmente…) avere qualcosa che non esisteva prima, che rimane bloccato nella mia testa alla fine della giornata. Mi sembra ancora una sorta di alchimia. Quanto sono fortunato che questo non sia mai svanito?
Dan Snaith in arte Caribou

Alcuni esempi di questo stato di grazia sono ravvisabili nei brani che hanno anticipato la pubblicazione del disco, un viaggio attraverso le ere geologiche della club culture degli ultimi 30 anni e della musica con la quale è cresciuto.

In Honey, complice il basso spugnoso di Mr. Oizo e l’arrangiamento realizzato in collaborazione con l’amico Kieran Hebden, in arte Four Tet, la lente è puntata sul post-dubstep a cavallo tra anni 2000 e 2010. Broke My Heart trasforma quelle fondamenta in rotondità pop, arricchendole con i build-up tastieristici di PC Music. La melodia non potrebbe essere più hyperpop, qualcosa a metà Jessy Lanza e Hannah Diamond (con l’immancabile voce in elio), su cui si innestano i bassi potenti e un 4/4 da dancefloor britannico post-dubstep degli anni 2010.

Se Come Find Me è un omaggio ai filtri, alle progressioni riverberate e alla raffinatezza melodica del french touch, Volume è il pezzo più iconico, un tuffo nel più remoto dei passati presi in esame. Siamo nel 1987, un anno prima della Second Summer of Love, quando Pump Up the Volume dei M|A|R|R|S dominava la classifica britannica. In un video, Dan Snaith ci racconta come ha plasmato il groove di Volume, avendo vissuto in prima persona il successo dell’originale. Certo, aveva solo 10 anni, essendo nato nel 1978, ma le sue parole sono convincenti e la spiegazione del sample che ha portato alla sua versione è limpida, semplice e riconoscibilmente sua.

Nel clip abbinato a Volume, curato da Richard Kenworthy del noto team Shynola (Radiohead, Beck, Blur, Coldplay, ABBA), si torna in pista, in tutti i sensi. A dominare è la nostalgia per il dancefloor e i suoi ballerini, un’epoca puramente analogica, lontana anni luce dalla nostra, immersa in smartphone e virtualità spinta.

Molto di più di un semplice remix di suggestioni del passato, Honey! è un riaccendersi di colori sgargianti e di viva eccitazione per una serie di passati che non torneranno più, ma che possono coesistere e avere un senso nei presenti continui del nostro tempo.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Broke My Heart
  • 2 Honey
  • 3 Volume
  • 4 Do Without You
  • 5 Come Find Me
  • 6 August 20:24
  • 7 Dear Life
  • 8 Over Now
  • 9 Campfire
  • 10 Climbing
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