Ariete
Ariete, still dalla performance di Sanremo 2023

Sanremo 2023. La prima volta di Ariete all’Ariston

L’artista classe 2002 gravita in area Bomba Dischi e ne riflette le sonorità cantautorali fra Calcutta (che è coautore), Psicologi e Dardust (produttore). Tanta emozione, buon potenziale e qualche cosa da mettere a punto

L’Ariston non è l’Alcatraz. E anche se Arianna Del Giaccio, in arte Ariete, è abituata a collezionare sold out e orde di ragazzini e ragazzine in visibilio nei club, sul palco di Sanremo è parsa vivamente emozionata e un po’ in difficoltà. La squadra dietro il brano proposto, Mare di guai, è però ben assortita, con il tocco di Calcutta ben in mostra e l’arrangiamento di Dardust a tirare le somme e a tessere un arrangiamento fra l’elettrico e l’orchestrale.

Ariete perde il cappello (c’è chi dice per far punti al Fantasanremo) e sfoggia un look smaltato alla Michael Jackson. Mare di guai è un po’ la chiusura del cerchio iniziato con Specchio, vero e proprio manifesto della Gen Z, in cui i suoni da cameretta, i tormenti amorosi, si confrontano con la difficoltà di diventare adulti. Tanti lo chiamano post-indie, ma non è altro che un pop contemporaneo che forse non è ancora pronto per il palco di Sanremo.

Mare di guai è una ballata rivolta alla ex compagna con un tocco malinconico e la voglia di custodire gelosamente i silenzi e i momenti passati insieme. Una ballata a cui l’emozione ha giocato un brutto scherzo, ma che forse ha la possibilità di rifarsi nelle radio e nelle prossime serate.

Tracklist

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