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Elvis

14 Aprile 2023 pop rock glam

«Se il cielo lo vorrà il nuovo disco dei Baustelle si chiamerà Elvis e uscirà il 14 aprile»: con queste parole il trio formato da Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini annuncia il successore del dittico L’amore e la violenza a ridosso dell’86° anniversario della nascita del Re del Rock (8 gennaio 2023).

Il disco, con la cover curata da Marco Cella con la direzione artistica di Gian Luca Fracassi, è anticipato da Contro il mondo, lead single e biglietto da visita di una band che non ha rinunciato né al citazionismo né al “criticismo”, e si affida da par suo a un familiare mix di osservazioni di critica sociale – accumulando una serie di cliché cari all’intellighenzia alternativa (il Primavera Sound) o ammiccamenti a una certa frangia di scontenti radical chic del nostro paese (la sinistra che non c’è) – e riferimenti alla cultura pop. Dal punto di vista musicale, spinto da riff di tastiere e synth estremamente orecchiabili, è una canzone che mostra assonanze classiche dei Baustelle (dai Pulp a Battiato) e fa venire in mente, in particolare, Amanda Lear, primo singolo estratto dal primo dei due capitoli del precedente lavoro. Lo ricorda e per i suoni, e per il modo in cui una storia d’amore sembra raccontata a posteriori con disincanto e uno spiazzante cambiamento di prospettiva a metà narrazione.

L’ironia che all’inizio sembra leggera, bonaria e accondiscendente cede infatti a flash di pura disillusione («perché l’amore rende ciechi se c’è / e non distingui Silvya Plath da un parassita») e a un finale totalmente caustico («Indosso il mondo e lo venero come una sfera tascabile divinità / inossidabile vuoto del cazzo che non muore mai»).

Dove eravamo rimasti? Quanto tempo è passato? Chi sperava che saremmo migliorati ovviamente si sbagliava. Si continua piuttosto a vivere, con la ferocia di sempre e musica nuova. Questa canzone si chiama Contro il mondo: è una storiella, un film, una parabola, un grido, basso-rullante-chitarra elettrica, gomma da masticare. Il nostro ritorno al criticismo e al rock and roll. Maneggiate con cura
Baustelle, a proposito di Contro il mondo

Segue un secondo singolo non meno sagace, Milano è la metafora dell’amore condiviso anche come videoclip che vede la formazione eseguirlo dalla Terrazza sull’Arco Trionfale della Galleria Vittorio Emanuele II.

Avevamo bisogno da un po’ di scrivere una canzone così: sfrenata e libera come il rock and roll, senza inibizioni e forse anche un po’ senza senso. E poi che dire, Milano, anche nelle sue contraddizioni, ci intriga e seduce da sempre.
Baustelle su Milano è la metafora dell’amore

E La nostra vita, una ballad che sembra ricalcare il tema di fondo del disco “una carrellata di ritratti di esseri umani colti nel momento della loro caduta”·

Metaforicamente, quando penso a Elvis, non posso fare a meno di richiamare alla mente la sua fase decadente: per cui me lo figuro a Las Vegas costretto a suonare, disperato e depresso: quell’Elvis è anche simbolo e sintesi del declino della vita umana. E il nostro disco è in effetti un po’ una carrellata di ritratti di esseri umani colti nel momento della loro caduta. Stelle cadenti: questo siamo in fondo, tutti noi
Francesco Bianconi, Rockol 11 aprile 2023

A questi temi delicati e duri come possono essere la decadenza, la caduta, la parabola discendente dell’ampia galleria di esseri umani ritratti nei testi, fanno da “contraltare” (e da lievito per quello che riguarda la qualità del risultato finale) un’effervescenza, una verve e una versatilità… in una parola una felicità d’ispirazione compositiva che è assolutamente piacevole e rinfrancante ritrovare (specialmente a queste latitudini temporali in un percorso a tappe iniziato qualcosa più di vent’anni fa). I Baustelle mantengono una capacità di plasmare la materia pop – soprattutto la materia pop specificamente italiana – che da noi è quasi unica, e in particolare un’abilità nel modellare con cura anche i materiali più pericolosi e kitsch insieme a quelli più nobili e artistici, che sempre più diventa una caratteristica distintiva di questo progetto.

C’è insomma una firma d’autore anche nella girandola di citazioni e assonanze che porta Francesco Bianconi e i suoi, con leggerezza suprema, a svariare dai Roxy Music ai Ricchi e Poveri in un giro di tracce (da Betabloccanti cimiteriali blues a Gran Brianza lapdance asso di cuori stripping club), o a usare musiche ostentamente demodé per parlare di cose di stretta attualità tra cui i social (Andiamo ai rave, dove traspirano echi di Venditti e De Gregori anni ’70). Ancora, la spensieratezza con cui i nostri adoperano un materiale infiammabilissimo come quello dell’autocitazione rende l’idea di quella sensazione che ai critici piace tradurre nelle recensioni con la parola maturità (Milano è la metafora dell’amore, in fondo un nuovo capitolo dedicato alle geografie emozional-sentimentali della città d’adozione di Bianconi e quindi degno seguito delle varie Un romantico a Milano, Monumentale o, perché no, Anthropophagus). Ma vale lo stesso per il gospel nostrano – aka la musica di chiesa – a braccetto con il musical (Il regno dei cieli); e che dire allora del proposito di ri-animare il romanticismo synth-etico-orchestrale della canzone sanremese anni ’80 tra ritocchi di vecchio soul (con tanto di morbido Hammond) e un interludio jazz-rock psichedelico con cui La nostra vita si candida a brano migliore della raccolta (a Sanremo avrebbe potuto stravincere: sarà per un’altra volta o forse per un altro mondo, probabilmente). Si sentono effettivamente accenti più rock come dichiarato in anticipo, però la loro non è certo un’egemonia: Los Angeles (testo tra i più belli) ha un passo tra vecchio r&r e new wave, ma la gommosa melodia evocherebbe pure un nostranissimo camp, dal disco-pop di Viola Valentino al soft rock della prima Gianna Nannini. Ma questo è, e non cambia il senso né del disco né del giudizio complessivo su questa musica leggera – per parafrasare un testo dei Baustelle di qualche anno fa – che si ha ancora voglia di ascoltare (e, fortunatamente, di fare).

 

Il tour

I Baustelle porteranno Elvis nei principali festival. Le date, programmate per l’estate tra luglio e agosto, seguono il soldout registrato dal tour nei club in primavera, al quale si aggiunge la data zero il 29 aprile a Nonantola al Vox Club. Il live inizialmente previsto il 3 maggio a Roma all’Atlantico Club è posticipato in una nuova venue al 15 maggio 2023 e si terrà presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Per informazioni vi rimandiamo a Vivoconcerti.com

Il trio si esibirà il 4 luglio a Padova, allo Sherwood Festival presso il Park Nord Stadio Euganeo, l’8 luglio a Pistoia al Pistoia Blues Festival in Piazza Duomo, il 10 luglio a Roma al Roma Summer Fest, alla Cavea Auditorium Parco della Musica, il 13 luglio a Collegno (TO) al Flowers Festival al Parco della Certosa, il 21 luglio a Cesena in occasione di Acieloaperto presso la Rocca Malatestiana, il 5 agosto a Carsulae (TR) in occasione di Suoni Controvento all’Arco di San Damiano, il 12 agosto a Locorotondo (BA) al Locus Festival presso la Masseria Ferragnano e il 19 agosto a Catania al Sotto il Vulcano Fest a Villa Bellini.

A queste date si aggiungono sette appuntamenti festivalieri: il 2 luglio per un concerto in acustico a Tarvisio (UD) in occasione del No borders music festival ai Laghi di Fusine; il 6 luglio a Genova al Goa – Boa Festival a Porto Antico; il 7 luglio ad Arezzo per Men/go music fest presso il Parco Il Prato; il 15 luglio a Ollomont (AO) per il Musicastelle Outdoor presso Coca di By; il 19 luglio a Napoli in occasione del Noisy Naples Fest presso l’Arena Flegrea; il 27 luglio ad Atri presso Piazza Duchi D’Acquaviva e infine il 30 luglio, un appuntamento in acustico a Camigliatello Silano (CS) per il Be Alternative Festival.

Un segno tangibile dell’affezione che lega i fan alla band, i cui membri hanno nell’ultimo biennio coltivato progetti solisti. Francesco Bianconi ha esordito con Forever, aprendosi al mercato francese anche con collaborazioni con artisti locali. Ha pubblicato inoltre Atlante delle case maledette, il terzo romanzo scritto nel 2020 prima che scoppiasse la pandemia. E non ultimo, ha fatto uscire Accade, un secondo album con, tra le altre, le riletture di Paola Turci, Irene Grandi, Ornella Vanoni e Francesco Guccini. Anche Bastreghi ha pubblicato il suo primo, vero, album sulla lunga distanza, Psychodonna, composto tra il 2019 e il 2021 assieme a Mario Conte.

Tracklist
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  • 1 Andiamo ai rave
  • 2 Contro il mondo
  • 3 La nostra vita
  • 4 Milano è la metafora dell'amore
  • 5 Jackie
  • 6 Los Angeles
  • 7 Betabloccanti cimiteriali blues
  • 8 Gran brianza lapdance asso
  • 9 Di cuori stripping club
  • 10 Il regno dei cieli
  • 11 Cuore
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