Red Hot Chili Peppers. “Californication”, Los Angeles come parco giochi interattivo
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Davide Cantire
- 25 Febbraio 2024
Dopo la tiepida accoglienza ricevuta da One Hot Minute, che non era stato in grado di eguagliare il successo di Blood Sugar Sex Magik, John Frusciante rientrò nei Red Hot Chili Peppers e il risultato di questa prima “reunion” fu Californication, che sarebbe diventato il maggior successo commerciale della band grazie a brani diventati veri e propri anthem della formazione come Star Tissue, Around the World, Otherside e, naturalmente, l’omonimo brano che dà il titolo all’album. Quest’ultimo fu anche in grado di fissarsi nell’immaginario collettivo, non solo dei fan della band, soprattutto grazie al suo videoclip ufficiale, all’epoca rivoluzionario.
Al giorno d’oggi siamo talmente abituati alla progressione tecnologica e visiva nel mondo dei videogame che le immagini del “finto” videogame di Californication fanno quasi tenerezza, ma a quei tempi era qualcosa di veramente grosso. Basti pensare che la mente creativa fu un certo Josh Scherr, il cui curriculum in quegli anni lo aveva visto lavorare per la Disney e svolgere qualche progetto freelance come animatore. In seguito sarebbe diventato autore e narrative designer per Naughty Dog, contribuendo al successo di videogame quali The Last of Us e Uncharted.
Non avevo mai fatto un videoclip musicale prima d’allora, e mi sembrava divertente. In realtà ho scoperto l’aspetto del videogioco solo dopo aver fatto il colloquio di lavoro. Mi avevano avvertito che i tempi erano incredibilmente brevi: quattro settimane (compresi i fine settimana) per animare e renderizzare l’intero lavoro. Ma la paga era eccellente e il gruppo mi piaceva, quindi ho accettato. Non avevo idea che sarebbe stato così popolare e ricordato anche due decenni dopo
Josh Scherr, The Gamer
Oltre che per la tecnica utilizzata, molto simile a quella dei celebri videogame dell’epoca come Tomb Raider, GTA, Crazy Taxi e Resident Evil, il videoclip di Californication si ricorda soprattutto per le bizzarre avventure incredibilmente sopra le righe che i protagonisti – gli stessi membri dei Red Hot – affrontano: c’è Anthony Kiedis che nuota con gli squali, Chad Smith che attraversa il Golden Gate Bridge con lo snowboard, Flea che salva un orso da un cacciatore, viene circondato da uomini con motoseghe e si salva con un super-salto in cima a una foresta che sta crollando mentre subito dopo lo ritroviamo alla guida di una gigantesca libellula salvare la vita a Anthony; John Frusciante, dopo essere partito dalla Hollywood Walk of Fame, si ritrova al centro di un set di un film di fantascienza, poi di un porno, e infine di un biopic su Leonardo da Vinci.
Al termine di queste poco credibili peripezie, l’intera città (e per estensione tutta la California) sembra implodere su se stessa, con i nostri che si ritrovano uniti al centro della Terra, come sprofondati negli inferi di una città a sua volta infernale. Dopo aver infilato le braccia all’interno di un cubo (che ricorda l’espediente visivo romboidale con cui si poteva salvare la partita in Tomb Raider), i protagonisti tornano ad essere i Red Hot Chili Peppers in carne e ossa.
Altre parti sono nate pensando, per esempio, a che tipo di gameplay emergerebbe se si ambientasse un videogioco sull’Hollywood Boulevard? Chi o cosa sarebbero gli ostacoli? I membri della band volevano anche dare il loro tocco personale, laddove possibile; John Frusciante ha citato Leonardo da Vinci come fonte di ispirazione per la sua guarigione dalla dipendenza, da cui il suo avatar che trova il laboratorio di Da Vinci e poi plana sulla sua macchina volante. Oltre ad avere delle ambientazioni fantastiche da esplorare, la band voleva anche fare riferimento ai temi dell’artificialità presenti nella canzone e trasmettere il loro messaggio a favore dell’ambiente. Sì, anche questo gioco è politico
Josh Scherr
Il merito della direzione del videoclip va anche condiviso con Valerie Faris e Jonathan Dayton, veri artefici del processo creativo e della narrazione. La coppia di registi, che si era fatta le ossa con video diretti per R.E.M. e Smashing Pumpkins (loro anche la regia di 1979), avrebbe diretto altri due videoclip tratti dall’album, ovvero Road Trippin’ e Otherside, e sarebbero tornati al lavoro con la band nel 2002 e nel 2006, anno in cui avvenne il loro acclamato esordio al cinema con Little Miss Sunshine.
Dopo la sua diffusione, e l’heavy rotation su MTV (difficile non ricordarlo a quasi tutte le ore del giorno, se eravate pre-adolescenti nei primi anni Duemila), il video si aggiudicò due MTV Video Music Awards: Miglior regia e Miglior direzione artistica.
Incredibile, ma vero, 22 anni dopo, un programmatore indipendente e gamer incallito ha avuto l’idea di fare di Californication un videogame vero e proprio composto da sette livelli ispirati ai momenti più epici del clip. Essendo un prodotto completamente slegato da licenze e ufficialità, non è possibile giocarci con la colonna sonora che gli competerebbe ma c’è un trucco, naturalmente. All’interno delle schermate sono presenti appositi pulsanti dai quali è possibile far partire i player YouTube sia con la canzone originale che con alcune delle sue cover.
